Pensione privilegiata e causa di servizio
Autore: Avv. Hermans Joseph IEZZONI Data: 11 settembre 2008
Con la sentenza 323/2008, la Corte Costituzionale, nel dichiarare l’incostituzionalità dell’articolo 169 del DPR 29 dicembre 1973 n. 1092 (Testo Unico sul trattamento di quiescenza) nella parte in cui prevede obbligatoriamente la decadenza dell’istanza di riconoscimento della pensione privilegiata per causa di servizio nei cinque anni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro, apre alle malattie con decorso lungo e latente. In questi casi, secondo la Corte, i cinque anni devono decorrere dalla manifestazione della malattia ed il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, per i dipendenti civili e militari dello Stato, dovrà basarsi su evidenti ragioni di servizio.
Segue il testo della sentenza:
Corte Costituzionale n. 323 del 1 Agosto 2008
SENTENZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 169 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), promosso con ordinanza del 5 aprile 2007 dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Liguria, sul ricorso proposto da S. E. nei confronti del Ministero della difesa, iscritta al n. 64 del registro ordinanze 2008 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 13, prima serie speciale, dell’anno 2008.
Udito nella camera di consiglio del 9 luglio 2008 il Giudice relatore Maria Rita Saulle.
Ritenuto in fatto
1. – La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Liguria, con ordinanza del 5 aprile 2007, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 169 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), «nella parte in cui fa decorrere il termine di decadenza per l’inoltro della domanda di pensione privilegiata dalla data di cessazione dal servizio, anziché dal momento della manifestazione della malattia», per violazione dell’art. 3, primo comma, e dell’art. 38, secondo comma, della Costituzione.
2. – Il giudice rimettente riferisce che il giudizio a quo ha ad oggetto il ricorso della vedova del capitano di corvetta G. L., cessato dal servizio per collocamento in ausiliaria in data 10 giugno 1992 e deceduto il 28 aprile 1999, avverso il decreto 11 gennaio 2001, n. 1/M, con il quale il Ministero della difesa – in applicazione dell’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973 – ha respinto la domanda di pensione privilegiata di reversibilità, avanzata dalla ricorrente il 10 settembre 1999.
L’ordinanza di rimessione precisa che il provvedimento di diniego impugnato si fonda sul fatto che sono trascorsi più di cinque anni tra la presentazione della suddetta domanda e la cessazione dal servizio del militare e ciò, nonostante la Commissione medica, investita del caso, abbia accertato che l’infermità (Mesotelioma pleurico) che ha causato la morte del dipendente, diagnosticatagli nel maggio del 1998, sia dipesa dalla prolungata esposizione all’amianto subita nel corso del servizio prestato alle dipendenze della Marina militare dal 1951 fino al collocamento a riposo.
3. – Ricostruiti così i fatti di causa, il giudice a quo ritiene rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973, il quale stabilisce, al primo comma, che «la domanda di trattamento privilegiato non è ammessa se il dipendente abbia lasciato decorrere cinque anni dalla cessazione dal servizio senza chiedere l’accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte» e, al secondo comma, che detto «termine è elevato a dieci anni qualora l’invalidità sia derivata da parkinsonismo».
3.1. – Ad avviso del rimettente, la ratio legis di tale disposizione si fonda sulle «conoscenze mediche e scientifiche dell’epoca in cui entrò in vigore il T.U. delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato», approvato con d.P.R. n. 1092 del 1973, quando – fatta eccezione per il morbo di Parkinson – non erano ancora note «patologie che fossero del tutto prive di qualunque manifestazione sintomatica per un arco di tempo superiore ai cinque anni».
Il successivo progresso scientifico in materia, osserva sempre il rimettente, «ha messo in luce l’esistenza di altre patologie a decorso lento e latente, il cui periodo di totale assenza di manifestazioni morbose va ben oltre il quinquennio», così come accade, in particolare, per le patologie provocate dall’esposizione all’amianto, «tutte caratterizzate da un lungo intervallo di tempo fra l’inizio dell’esposizione e la comparsa della malattia».
3.2. – Alla luce di tali considerazioni, la Corte rimettente ritiene che l’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973, facendo «decorrere il termine di decadenza per l’inoltro della domanda di pensione privilegiata dalla data di cessazione dal servizio, anziché dal momento della manifestazione della malattia», determinerebbe una «ingiustificata disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti che hanno contratto malattie a normale decorso e lavoratori dipendenti con patologia a lunga latenza», in violazione dell’art. 3 della Costituzione.
La lesione del principio di eguaglianza, afferma ancora il giudice a quo, si manifesterebbe, altresì, «con riferimento al regime previsto per l’assicurazione infortuni e malattie professionali dei lavoratori dell’industria, ove il termine dell’azione per conseguire le prestazioni assicurative decorre “dal giorno dell’infortunio o da quello della manifestazione della malattia professionale”», secondo quanto disposto dall’art. 112 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).
3.3. – Sotto altro profilo, sempre ad avviso della Corte rimettente, la disposizione censurata contrasterebbe anche con l’art. 38, secondo comma, della Costituzione, che stabilisce il diritto dei lavoratori a che «siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita» in caso di malattia.
Il giudice rimettente osserva, al riguardo, che «i termini decadenziali hanno la funzione di sanzionare un comportamento omissivo o inerte facendo venire meno il diritto di chi, pur avendone avuto la possibilità, non si è attivato tempestivamente», cosicché far decorrere il termine di decadenza dalla data di cessazione dal servizio, anziché da quella della manifestazione morbosa, «in tutti i casi in cui il tempo di latenza della malattia abbia superato il periodo decadenziale, equivale ad impedire in modo del tutto irragionevole l’esercizio del diritto riconosciuto dall’ordinamento, come quello alla pensione privilegiata».
3.4. – La Corte rimettente precisa, inoltre, che le odierne censure di legittimità costituzionale muovono da presupposti differenti rispetto a quelli posti a fondamento delle questioni aventi ad oggetto l’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973, già decise da questa Corte, nel senso della manifesta inammissibilità, con le ordinanze n. 300 del 2001 e n. 246 del 2003. Nei relativi atti di rimessione, infatti, premessa «l’esistenza di un parallelismo tra il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla», si chiedeva – pur sempre in base al principio di uguaglianza – «l’estensione del termine decennale previsto per il parkinsonismo anche all’altra infermità»; scelta che questa Corte ha affermato essere riservata «alla discrezionalità del legislatore».
4. – Quanto alla rilevanza della questione, il rimettente evidenzia, in primo luogo, che la Commissione medica ospedaliera interessata del caso ha riconosciuto che la prolungata esposizione all’amianto cui è stato soggetto il dante causa della ricorrente durante il servizio rappresenta la «causa unica nel determinismo della patologia neoplastica che ha condotto a morte l’interessato, per cui il decesso deve considerarsi avvenuto per causa di servizio»; in secondo luogo, che il diniego dell’Amministrazione in ordine alla concessione della pensione privilegiata è «motivato esclusivamente con riferimento al disposto di cui all’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973».
Conseguentemente, conclude la Corte rimettente, dalla «soluzione della sollevata questione di legittimità costituzionale dipende […] l’esito del giudizio» a quo.
Considerato in diritto
1. – La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Liguria, dubita della legittimità costituzionale dell’art. 169 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), «nella parte in cui fa decorrere il termine di decadenza per l’inoltro della domanda di pensione privilegiata dalla data di cessazione dal servizio, anziché dal momento della manifestazione della malattia», in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 38, secondo comma, della Costituzione.
1.1. – Ad avviso del giudice rimettente, infatti, la norma censurata, stabilendo l’inammissibilità della domanda di trattamento privilegiato qualora «il dipendente abbia lasciato decorrere cinque anni dalla cessazione del servizio senza chiedere l’accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte», determinerebbe una «ingiustificata disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti che hanno contratto malattie a normale decorso e lavoratori dipendenti con patologia a lunga latenza» (in violazione dell’art. 3 Cost.), nonché una irragionevole compressione del diritto alla pensione privilegiata (in contrasto con l’art. 38 Cost.), in tutte le ipotesi in cui l’infermità, pur riconosciuta come dipendente da causa di servizio, si sia manifestata successivamente al decorso di detto termine.
2. – La questione è fondata.
2.1. – Come ricordato dal giudice rimettente, questa Corte si è già occupata della legittimità costituzionale dell’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973, sotto un profilo diverso, e precisamente in relazione alla pretesa irragionevolezza della norma per il fatto che il termine quinquennale dalla cessazione del servizio per la richiesta della pensione privilegiata risulta elevato a dieci anni nel solo caso del morbo di Parkinson, pur non potendosi escludere l’esistenza di altre malattie – come la sclerosi multipla – che, al pari di quello, risultano di difficile diagnosi e caratterizzate da esordi e decorsi mutevoli.
Con le ordinanze n. 300 del 2001 e n. 246 del 2003, tale questione fu dichiarata manifestamente inammissibile, sul rilievo che «la scelta di prorogare i termini della domanda per l’una o per l’altra malattia, sulla base di sicuri dati scientifici, appartiene indubbiamente alla discrezionalità del legislatore». Tuttavia, questa Corte osservò, al contempo, che non era stata invece censurata «la scelta del legislatore di far decorrere il termine per la domanda di pensione privilegiata dalla data di cessazione del servizio indipendentemente dalle modalità di manifestazione della malattia» (così ordinanza n. 246 del 2003).
2.2. – L’odierno dubbio di costituzionalità muove proprio dalla considerazione che l’art. 169 del d.P.R. n. 1092 del 1973, fissando il dies a quo del termine quinquennale di decadenza al momento della cessazione dal servizio, a prescindere dalle modalità concrete di manifestazione della malattia, comprime del tutto ingiustificatamente il diritto alla pensione privilegiata dei lavoratori per i quali l’insorgenza della manifestazione morbosa, della quale sia accertata la dipendenza dal servizio, sia successiva al decorso di detto termine.
Le attuali conoscenze mediche, infatti, hanno messo in luce l’esistenza di malattie in cui, fra la causa della patologia e la relativa manifestazione, intercorre un lungo e non preventivabile periodo di latenza in assenza di alcuna specifica sintomatologia, come ad esempio in quelle provocate dall’esposizione all’amianto.
Risulta, pertanto, evidente che quando l’infermità si manifesta successivamente al decorso del termine quinquennale dalla cessazione del servizio, la norma censurata esige irragionevolmente che la domanda di accertamento della dipendenza della infermità dal servizio svolto sia inoltrata entro un termine in cui ancora difetta il presupposto oggettivo (l’infermità) della richiesta medesima. Ne consegue che, in tali casi, in palese violazione sia dell’art. 38, secondo comma, sia dell’art. 3 Cost., l’esercizio del diritto alla pensione privilegiata risulta pregiudicato ancor prima che venga ad esistenza, determinando quella ingiustificata disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti che hanno contratto malattie a normale decorso e lavoratori dipendenti con patologia a lunga latenza denunciata dal giudice rimettente.
2.3. – Pertanto, con riferimento ai casi nei quali la malattia insorga allorché siano già decorsi cinque anni dalla cessazione dal servizio – ferma restando la disciplina attuale per le altre ipotesi –, occorre che la norma impugnata sia dichiarata costituzionalmente illegittima nella parte in cui non prevede che, in tale ipotesi, il termine quinquennale di decadenza per l’inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte – ai fini dell’ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato – decorra dalla manifestazione della malattia stessa.
Giova rimarcare, al riguardo, che, per ottenere il riconoscimento del diritto alla pensione privilegiata, l’infermità deve in ogni caso trarre evidenti origini dal servizio, sulla base di una rigorosa verifica della dipendenza dal medesimo.
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 169 del d.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), nella parte in cui non prevede che, allorché la malattia insorga dopo i cinque anni dalla cessazione dal servizio, il termine quinquennale di decadenza per l’inoltro della domanda di accertamento della dipendenza delle infermità o delle lesioni contratte, ai fini dell’ammissibilità della domanda di trattamento privilegiato, decorra dalla manifestazione della malattia stessa.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 luglio 2008.
F.to:
Franco BILE, Presidente
Maria Rita SAULLE, Redattore
Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere
Depositata in Cancelleria l’1 agosto 2008.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: DI PAOLA








Ciao hermans. Leggevo il titolo dell’articolo ma sinceramente non ho l’ho ancora letto tutto il post. Però siccome io sono un maresciallo della marina militare, in servizio dal 92, ti volevo chiedere questo. Ho avuto un incidente dal ritorno da ancona (la mia sede di servizio). Ero in bici, diretto alla stazione per tornare a pescara, quando un signore in auto mi ha investito procurandomi la frattura del capitello radiale sin. Ora l’incidente è successo appena 5 minuti fuori la base, al cessa lavori mentre mi dirigevo per il rientro a casa. I colleghi mi hanno detto che mi spetta la causa di servizio. Ma in verità, visto che non mi sono mai interessato, quali sono i benefici di questa causa di servizio: economici, di pensione??? Potresti aiutarmi a capire in poche chiare parole cosa si intende e se veramente mi spetta.. Ciao paolo.
p.s. puoi notificarmi la risposta anche via mail??
ciao e grazie
Ciao Paolo, in parole semplici la causa di servizio altro non è che l’infortunio o la malattia conseguenza del servizio che è stato prestato alle dipendenze di una pubblica amministrazione. Per vedersi riconosciuta la causa di servizio occorre dimostrare che l’infortunio subito o il manifestarsi della malattia sono collegate alla mansione svolta. I benefici economici si riassumono in incrementi dello stipendio, maggiorazioni dell’anzianità di servizio, una tantum, pensione privilegiata. Per quanto riguarda il dubbio se ti spetta o meno, non avendo la palla di cristallo
, ti posso confermare solo che anche l’infortunio occorso durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro può rientrare nella causa di servizio e sempre che deviazioni, o interruzioni, del percorso siano state obbligate da esigenze di forza maggiore. Dovrebbe, poi, essere dimostrato anche che l’uso del mezzo di trasporto privato, in questo caso la bici, era necessario per compiere gli spostamenti dal luogo di servizio al luogo di dimora.
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Desidero farle i complimenti per la nuova “veste” del suo blog.
Trovo ABC diritto, un punto di riferimento per gente ignorante in materia (come il sottoscritto).
Con l’occasione la informo che è stato aggiunto il suo link presso il mio sito http://www.ilprogramma.com
Cordiali saluti.
Grazie Nino, ho visitato il tuo “giovane” blog e ho deciso di aggiungerti nel blogroll.
Grazie per il link. Ho scritto un alrticolo su ABCDiritto http://www.ilprogramma.com/?p=528
Ciao sono Cosimo, mio fratello Vincenzo a distanza di 32 anni per concausa di servizio militare ha avuto finalmente ragione con la sentenza 294/08 dalla Corte dei Conti di Bari che così si è espressa.
Accoglie il ricorso n.4497 e, per effetto, riconosce il diritto del ricorrente alla pensione privilegiata di 1^ categoria tab. A a vita, a decorrere dalla data del congedo, oltre gli interessi legali sulle somme dovute, nei sensi in motivazione.
Spese di giudizio compensate
Così deciso in Bari, nella camera di Consiglio del 16 Aprile duemilaotto.
La sentenza è stata depositata in Segreteria il 06/05/2008
il 25/luglio 2008 è stata fatta una copia conforme è spedita all’avvocato difensore che in data 10/09/2008 mi ha informato della sentenza. Oggi in data 16/09/2008 ho fatto firmare a mio fratello le deleghe a favore dell’avvocato per procedere alla riscossione della pensione.
Domande: Oltre alla pensione privilegiata ho letto che si possono chiedere altre indennità: Legge Pinto,Super invalidità, assegno integrativo, assegno assistenza e accompagnamento ecc. è vero?
Quando si devono chiedere le indennità descritte?
Dove posso trovare un riferimento della tabella A (retributiva) che non sono riuscito a trovare?
Puoi comunque dirmi più o meno la cifra mensile della pensione?
Per la legge Pinto quale è la data da tenere presente per chiedere
l’equa riparazione (scadenza sei mesi)?
@Cosimo abbia fiducia, il collega che già vi assiste saprà darvi ogni delucidazione in merito anche sui passi successivi da seguire.
salve ,io ho vuta riconosciuta una causa di servizio con la tabella
A8massima nel febbraio2001 mi chiedo puo’il comitato di verifica
annulare o modificare le tabelle.a me risulta che le malattie non
passano grazi e buon lavoro
Che io sappia i procedimenti avviati prima del 22 gennaio 2002 dovevano essere definiti dal Comitato di verifica concordemente con quanto espresso dalla C.M.
Salve vorrei sapere qual è il termine entro il qaule presentare la domanda per la causa di servizio? Grazie
sono un sott.le in pensione per riforma dal sett. 99 con causa di servizio riconosciuta c.m.o. tab.a cat.6 il cppo non mi ha concesso la privilegiata, posso usuffruire dell’assegno di incollocabilità.
@Franco per l’accertamento della dipendenza da causa di servizio l’istanza deve essere presentata entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui la persona ha avuto conoscenza dell’infermità o della lesione.
@Gino sono collegati al trattamento pensionistico privilegiato i seguenti assegni accessori:
- l’assegno di superinvalidità;
- l’assegno supplementare;
- l’assegno integrativo o aumento di integrazione;
- l’assegno per cumulo di infermità;
- l’indennità di assistenza e di accompagnamento;
- l’assegno di incollocabilità;
- l’indennità speciale annua;
- l’assegno integratore per i figli;
- l’aumento di integrazione per la moglie;
- il trattamento speciale;
- l’assegno ai grandi invalidi paraplegici per causa di servizio.
sono la moglie di un militare malato di mesotelioma pleurico(sono 500 nell’ambito marina ).Mio marito e’ andato in pensione (ausiliaria)a gennaio del 2000,a gennaio 2005 e’passato in riserva a marzo dello stesso anno gli e’ stato diagnosticato il tumore.Sia la medicina del lavoro ,i medici e la commissione medica militare hanno riconosciuto che la malattia era riconducibile a causa di servizio.Presentata la domanda ,3 mesi dopo la conoscenza della patologia, e’ stata rigettata adducendo che erano scaduti i termini di legge.Il 25 /09/08 ci sara’ il ricorso alla corte dei conti .Secondo lei mio marito avra’ giustizia in vita?il giudice deve tenere conto della sentenza della corte costituzionale n 323? Grazie Patrizia
@Patrizia sulla giustizia in vita francamente vi posso solo augurare che tutto vada per il meglio. Per quanto riguarda la sentenza 323 la mia risposta è positiva, la Corte dei Conti, come ogni altro giudice italiano, deve tener conto della declaratoria di incostituzionalità accertata dalla Corte Costituzionale.
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Avvocato,la ringrazio per la tempestivita’ della risposta.Finalmente ho trovato una persona che non mi ha fatto attendere . Distinti saluti Patrizia
Qualcuno mi sa dire quali sono i presupposti del trattamento pensionistio privileggiato?
Buon giorno, in tema di equo indennizzo mi permetto di chiedere cosa succede se l’amministrazione non condivide il parere del comitato di verifica?
Filippo
@Filippo se l’amministrazione non condivide il parere espresso dal comitato di verifica può chiederne un secondo allo stesso comitato. La richiesta di nuovo parere potrà essere avanzata solo una volta e l’amministrazione vi si dovrà uniformare.
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@Paola in sintesi i presupposti dell’ordinario comune, per i dipendenti, sono la cessazione dal rapporto di lavoro per inabilità o inidoneità assoluta a qualsiasi impiego o mansione. Invece, per l’ordinario specifico, dei militari e assimilati, il presupposto è la menomazione dovuta ad infermità o lesione dipendenti da fatti di servizio non suscettibili di miglioramento, a prescindere dalla risoluzione del rapporto di lavoro
Salve, mi chiamo Adelaide poiché mio padre è deceduto un mese fa vorrei sapere se gli eredi possono produrre la domanda per la causa di servizio?
Gentilmente potrei avere qualche chiarimento sulla inabilità a profiquo lavoro?
Pallini Mario
la reversibilità spetta anche alla moglie separata?
BUON GIORNO, HO AVUTO UN INCIDENTE MENTRE PRESTAVO SERVIZIO CON IL MEZZO DELLA CASERMA, VORREI AVERE UN CHIARIMENTO SULLA DIFFERENZA TRA CAUSA E CONCAUSA DI SERVIZIO? GRAZIE
vorrei sapere quando tempo passa dopo che uno è stato giudicato con giudizio di pensione privileggiata di 8cat.tab.A a vita,a quando realmente arrivera il decreto.(percepire i primi soldi).
@Adelaide gli eredi possono produrre l’istanza per far riconoscere la dipendenza da causa di servizio dell’infermità o della lesione
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@Mario era chiamata così dall’articolo 194 del DPR 1092/1973, ora è chiamata inidoneità assoluta a qualsiasi impiego e mansione, articolo 15 comma 3 del DPR 461/2001, non vi è più il riferimento relativo alla prestazione dovuta così perché si proceda alla risoluzione del rapporto di lavoro per inabilità è necessario che vi sia una incompatibilità non solo nella stessa amministrazione ma anche altrove.
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@tini si ha diritto. Se le è stata addebitata la colpa la reversibilità spetta in presenza dell’assegno alimentare.
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@Ettore la differenza tra causa e concausa dipende dal fatto che quest’ultima è un antecedente che agisce in concorso con altri fattori nella produzione dell’infermità o della lesione, mentre la causa è da sola sufficiente a condurre alla menomazione.
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@Giovanni se avessi la sfera di cristallo le risponderei volentieri ma sui tempi della burocrazia preferisco non pronunciarmi.
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immaginavo questa risposta comunque la ringrazio per la sua disponibilità.se,non disturbo mi potrebbe dire a quanto ammonta la somma mensile di 8cat.tab.A.la ringrazio già anticipatamente.
salve ! vorrei conoscere la verita’ dei fatti ! mio padre lavorava presso l’uffico sanitario del comune tra il 72 e il 76 ove a collaborato con l’ufficiale sanitario nelle vaccinazioni e nei prelievi di sangue. dopo anni ha scoperto di aver contratto l’epatite di tipo C nel marzo 96 viene collocato in pensione per inabilita’ permanente alle mansioni, e deceduto nell’aprile 1999 “certificato necoscropico” arresto cardio circolatorio per complicanze di cirrosi HCV correlata con encefalopatia portosistemica. il 18/03/2003 viene ricononosciuto dal comitato tecnico per le pensione privileggete, MORTO A CAUSA DI SERVIZIO I° CAT TAB A , dopo aver avuto riconosciuto la causa di servizio cito l’ente per danni ancora oggi non ho risposte, mia madre non percepisce nessun tipo di pensione …….. vorrei sapere se’ ci spetta il risarcimento danni e a chi devo chiedere il risarcimento . grazie spero di ricevere piu’ informazioni possibile per continuare la mia battaglia e per aver riconosciuto quello ke ci spetta per legge grazie di cuore
@Giovanni non è possibile una risposta secca alla sua domanda poiché il calcolo dipende da anni o mesi utili di servizio maggiorati da particolari aliquote. Si informi meglio, carte alla mano, o recandosi agli uffici del Ministero o delegando la sua pratica ad un professionista qualificato.
@Sergio il risarcimento del danno spetta al pubblico dipendente od ai suoi aventi causa (gli eredi) se l’evento è imputabile all’amministrazione di appartenenza. Da quello che scrive è in causa con l’ente e dovrà attendere che si pronunci il giudice. C’è da chiarire, però, che il risarcimento di norma non può procurare un vantaggio economico superiore al danno.
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Nel giugno 2006, a seguito sentenza del Giudice del lavoro mi è stato riconoscito l’aggravamento dell’equo indennizzo (IV Categ.Tab.A Misura Massima)e conseguentemente liquidato. Ho presentato nel corrente mese istanza per essere collocato a riposo,secondo il sistema delle c.d. quote e scalini: anni 59 di servizio nel 2009 ed anni 35 di servizio,con finestra d’uscita al 1 luglio 2009 e con richiesta di riconoscimento dei c.d. abbuoni figurartivi ai sensi dell’art.80 c.3 L.23.12.2000,n.388. Vorrei inoltrare istanza per il riconoscimento della c.d. “pensione privilegiata ordinaria”, quindi chiedo se posso già chiederla o devo attendere il mio collocamento a riposo che avverrà il 01.07.09 ? In entrambi i casi qual è la corretta procedura alla luce delle vigente normativa?
Mio padre era un Appuntato dei Carabinieri. Nel 1990 si è messo in pesione per una ipertensione arteriosa, poi riconosciuta come causa di servizio. La malattia è andata a peggiorare, infatti ha avuto diversi infarti e una operazione di 5 by pass. Nel 2007 purtroppo un infarto l’ ha stroncato. Quello che chiedo è se agli eredi spetta un risarcimento. grazie.
salve, in seguito a tubercolosi (lavoro in ospedale) ho fatto richiesta di causa di servizio e la commissione di verifica mi ha riconosciuto tabella A cat. 6 (attendo ancora il riconoscimento definitivo da Roma)e per 6 mesi mi ha ritenuta SI’ IDONEA ALLE MANSIONI DELLA QUALIFICA DI APPARTENENZA CON CONTROINDICAZIONI A LAVORI PRESSO I REPARTI DI DEGENZA, IDONEA A COMPITI AMMINISTRATIVI ….all’inizio dei 6 mesi ho partecipato e vinto un concorso interno alla mia azienda che prevede un avanzamento di ruolo, considerata la mia temporanea inabilità all’assistenza (mansione prevista dalla mia qualifica), l’amministrazione ha momentaneamente sospeso il riconoscimento del ruolo (previsto per il 1 gennaio 2008)dicendomi (a voce) che alla ripresa piena del mio servizio il ruolo sarebbe stato riconosciuto con tale data (1 gennaio); la ripresa è stata giudicata dalla commissione di verifica in ottobre e la mia azienda ora vuole riconoscermi il ruolo con questo periodo (ottobre 2008);è corretto questo agire considerato che non ho svolto le mie mansioni non per mia volontà ma per decisione della commissione medica di verifica? in seguito oltretutto a malattia professionale….
@Lello il presupposto del trattamento pensionistico privilegiato ordinario comune è la cessazione del rapporto di lavoro per inabilità permanente o per inidoneità assoluta a qualsiasi impiego e mansione. La cessazione o risoluzione del rapporto di lavoro è condizione necessaria e indispensabile.
@Sabry potrebbe spettarle ma si tratta pur sempre di fare una causa, con in mano documenti e perizie che accertino il nesso di causalità tra la morte di suo padre e la causa di servizio, nella speranza che il giudice vi dia ragione.
@Antonella da quello che scrive ritengo che sia corretto.
la ringrazio molto per la tempestiva risposta, mi permetto di disturbarla ancora solo per un chiarimento: anche quando arriverà il riconoscimento definitivo della causa di servizio l’adeguamento del ruolo rimarrà comunque in data ottobre? e non, come da concorso, in data gennaio?
grazie
Gent.le avvocato, volevo sapere se dopo essere stato rifomato per causa di servizio e quindi titolare di una pensione privilegiata, potrei essere assunto come lavoratore dipendente e in che misura mi viene ridotto l’importo della pensione. Grazie per la risposta
Salve, sono un dipendente civile della difesa, Le sarei grato se volesse fornirmi notizie piu’ dettagliate a proposito delle “maggiorazioni dell’anzianita’ di servizio”, da lei citate, nell’elenco dei benefici, in risposta al Sig.Paolo, spettanti a chi è stata riconosciuta per causa di servizio la tabella A. Mi corregga se sbaglio, 1 anno per la VIII e VII A e 2 anni dalla VI alla I. Domanda: queste maggiorazioni concorrono al raggiungimento dell’eta’ pensionabile? oppure vengono solo riconosciute sotto il profilo economico? La ringrazio e la saluto cordialmente.
Egregio avvocato,
ho scoperto solo oggi il suo sito e voglio chiederle un parere per il mio caso che riporto di seguito.
Da ottobre 2006 a settembre 2008, sono rimasto in aspettativa a seguito visita presso CMO, dopo aver presentato domanda per il riconoscimento infermità per causa di servizio e conclusasi con decreto Ministeriale SI DCS.
Nel verbale della CMO: NO IDONEO. Permanentemente al smi. Idoneo in modo parziale, qualora l’infermità fosse stata riconosciuta DCS.
Questo periodo di assenza, mi vale come servizio?
Se l’infermità viene ascritta ad una delle prime sei categorie della Tab. A, al dipendente vengono riconosciuti anche due anni di anzianità, se viene ascritta alla settima o ottava categoria, un anno di anzianità oltre al 2,5% di aumento di paga base. Ci sono altri benefici?
La mia infermità è stata ascritta alla Tab. A sesta categoria. Vanno inseriti nel foglio matricolare? C’è da riscattarli? Tali benefici vengono attribuiti d’ufficio da parte del datore di lavoro o bisogna presentare domanda? Secondo me, per logica dovrebbe essere d’ufficio, ma visto, per esperienza trentennale, chi vi è preposto fa orecchie da mercante per lavorare meno.
Un’altra cosa che non mi quadra è che in medicina legale militare, solo l’ascrivibilità alla Tab. B è compatibile con l’idoneità fisica al servizio militare.
Ciò è confermato dal DPR 1092/73 del 29/12/1973 art. 67 che cita:
al militare le cui infermità o lesioni, dipendenti da fatti di servizio, siano ascrivibili ad una delle categorie della Tab A e non siano suscettibili di miglioramento spetta la pensione.
Nel verbale della CMO nella sezione per il giudizio ai fini E.I. e P.P.O., oltre ad essere scritta sia la Tab. che la categoria, nella colonna “suscettibile di miglioramento” vi è scritto NO.
Rammento che la mia infermità è di quelle invalidanti.
Secondo me già questo contrasta con l’idoneità parziale descritta nello stesso verbale.
Tutto ciò descritto è esatto? Ci sono state modifiche? Se si, me le può cortesemente citare?
Quando potrò andare in pensione o dovevo già esserci?Allo stato attuale, ho 29 anni di servizio + cinque anni riscattati (totale 34).
Anche se nel verbale della CMO, si procedeva anche alla valutazione dell’E.I. e P.P.O., devo presentare la domanda?
Un’ultima domanda: la licenza ordinaria non fruita in questo periodo di assenza, non sicuramente dipeso dalla mia volontà, e la licenza 937/77, mi spetta?
Visto che per la stessa circolare diramata dal C.do Logistico dell’Esercito Direzione di Amministrazione di Firenze nr. 57/36 del 21/5/2008, viene percepita in modo differente tra i reparti militari.
A tal riguardo, l’art.12 comma 10 del DPR 394/95 Recepimento del provvedimento di concertazione del 20/7/1995 riguardante il personale delle FFAA, il quale stabilisce che “ il diritto alla lic. ord. non è riducibile in ragione di assenza per infermità, anche se tale assenza si sia protratta per l’intero anno solare. In quest’ultima ipotesi è autorizzato il periodo di godimento della lic. ord. in relazione alle esigenze di servizio.
Vds. Anche DPR 171 del 11/9/2007 art. 12 comma 3..
Nel ringraziarla per l’attenzione prestatami
porgo distinti saluti
Vincenzo
piu che un commento avrei bisogno di consiglio.mio marito nel 1984 mentre prestava servizio di leva con il contigente di pace in libano rimane ferito.Gli viene assegnata una pensione privilegiata.Adistanza di anni abbiamo scoprto che ha una scheggia di bomba nei lombi non riconosciuta a quei tempi.CI siamo mossi ci hanno fatto fare domanda di aggravamento dopo anni di giri ci dicono che la domanda era sbagliata,non dovevamo fare domanda di aggravamento ma di interdipendenza.PER FARLA BREVE CE UN CAOS TOTALE E SIAMO FERMI NON SAPENDO COSA REALMENTE DOBBIAMO FARE.UN MEDICO ADDIRITTURA CI HA DETTO CHE MENO MALE NON AVESSE MAI FATTO UNA RISONANZA MAGNETICA NON SAPENDO DI EVERE LA SCHEGGIA..UN CONSIGLIO ,UN SITO QUALCOSA CHE CI POSSA FAR LUCE..GRAZIE
per luana
io non sono un avvocato e in questa materia mi sono addentrato solo per far luce della mia situazione e girando su internet e sentendo
voci, diciamo di corridoio, per domanda di interdipendenza, si tratta di presentare un’altra domanda per altra patologia. credo che l’avvocato Iezzoni potrà confermare questo. Ciò vuol dire ricominciare un altro iter.
vincenzo
@Antonella la sua assunzione a ruolo sarà a far data da ottobre.
@Luca a partire dalla riforma del DPR 461/2001 affinché possa procedersi a risoluzione del rapporto di lavoro per inabilità è necessario che questa possa essere qualificata come inidoneità assoluta a qualsiasi impiego e mansione e permanente, ossia di durata indeterminata, prima della riforma del DPR 461/2001 si parla di l’inabilità a proficuo lavoro, cioé relativa alla prestazione dovuta e al profilo professionale rivestito contrattualmente.
@Angelo riguardano il profilo economico.
per vincenzo
la ringrazio e volevo chiederle:mio marito percepisce la settima categoria A ed e in servizio presso il ministero della difesa U.T.T “ARMI E MISSILISTICA”di nettuno come civile la diagnosi della causa di servizio e:ferita da arma da fuoco braccio destro gamba destra con impotenza funzionale….oltre il problema della scheggia come gia grossolanamente spiegato credo che abbiamo lo stesso problema che lei cita sopra le spiego…nel 98 tramite un ordine di servizio esposto o almeno credo,mio marito ha fatto la domanda per avvalersi degli art.43 44 del R.D.30.09.1922,n°1290 ma sembra che anche qui ci siano risposte un po vaghe,a noi risulta che questa legge riguardi un tot di denaro al mese in piu,ed e propio per cercare tali informazioni mi sono imbattuta in questo sito….cmq le scrivo di seguito la risp che abbiamo ricevuto per questo caso sperando che AVV.HERMANS lo legga e possa aiutarci a far luce in questo campo cosi difficile….:OGGETTO:applicazione benefici art 43 e 44 del R.D.1290/29e L539/50
in riferimento al nominato in oggetto si comunica che prima del 1 1 1987.data di decorrenza della retribuzione individuale di anzianita(RIA)il beneficio economico conseguente ad un riconoscimento di C.di S. consisteva nell’abbreviazione,alla data del processo verbale,di un anno,per le infermita ascritte alla 8 e 7 tab A odue anni per quelle iscritte dalla 6 alla 1 della stessa tabella,per la maturazione di un aumento biennale convenzionale da conglobarsi alla maturazione della classe successiva.Tale modalita dopo il 31.12.1986,data della cessazione del trattamento economico per classi e scatti,cioe aumenti biennali,non trova piu applicazione.Nel caso dell’interessato,il decreto della ex Direzione Generale delle Pensioni che sostituisce il Mod .69/ter,è del 12/12/1985,per una malattia ascritta alla 7 ed il beneficio,per quanto appena detto,consiste nell’abbreviazione di un anno,da aggiungere alla propia anzianita dalla data dell’assunzione,per la maturazione di un biennio e poter cosi ottenere uno scatto convenzionale.L’interessato è stato assunto,giuridicamente il 30.04.1986 e da questa data inizia a maturare la propia anzianita alla quale aggiungere un anno per il beneficio della causa di servizio.Dall’1.1.1987,come inizialmente indicato,e soppressa la progressione economica per classi e scatti,cioè aumenti biennali e cio impedisce ,nel caso specifico,la maturazione del biennio(a questa data l’interessato ha maturato 8 mesi di anzianita propia piu l’anno gia indicato per un tot. di 1 anno e 8 mesi),indispensabile,nella preesistente modalita di calcolo,per concedere il suddetto beneficio che,quindi non puo essere riconosciuto perche ininfluente…..,,,,,,,,,
Questa è la risposta…io credo che la risposta non sia attinente alla domanda poiche ci siamo accorti (ma puo darsi che sbagliamo non abbiamo studiato legge)che nella risposta in riferimento viene citato un altro art.loro citano art.43 e 44 RD 1290/29 E L.539/50 la nostra domanda si basa sull’art.43 e 44 del RD30.09.1922 n°1290….la mia opinione personale?in questi uffici e tutto tabu bisogna studiare legge per sapere le cose giuste,noi poveri ignoranti non abbiamo scampo,solo chi sa riesce ad ottenere le cose e la ritengo una cosa non democratica e giusta,se ci sono dei diritti dovrebbero arrivare a tutti gli interessati e non e giusto che una persona debba far passare anni per sapere cosa deve fare o di cosa ha dirittoe mageri quando ne sei a conoscenza ti senti dire che sono scaduti i termini come gia successo come gia successo in altri episodi sempre relativi a questa pensione..questo e il ringraziamento che lo stato offre a tutte le persone che hanno prestato un servizio allo stato..nella fattispecie mio marito aveva 18 anni e l,anno sbattuto in mezzo ad una guerra che loro non definiscono neanche guerra,finche un razzo catiuscia la quasi ucciso,tutte queste persone devono essere tutelate e non lasciate annaspare tra leggi e articoli incomprensibili…GRAZIE in anticipo all’AVV.HERMANS
@Vicenzo l’aspettativa non le vale come servizio, ai benefici della Tabella A si accompagnano gli assegni accessori, di cui si può far domanda se in presenza dei requisiti, essi sono l’assegno di super invalidità, l’assegno supplementare, l’assegno integrativo o aumento di integrazione, l’assegno per cumulo di infermità, l’indennità di assistenza e di accompagnamento, l’assegno di incollocabilità, l’indennità speciale annua, l’assegno integratore per i figli o aumento di integrazione per la moglie, il trattamento speciale, l’assegno ai grandi invalidi paraplegici per causa di servizio. L’idoneità parziale non è in contrasto con la valutazione di non suscettibilità del miglioramento ma è compatibile con la previsione dell’articolo 67 comma 1 DPR 1092/1973,art. 4 comma 1 legge 9/1980. Può andare in pensione in qualunque momento ma se intende fruire di una migliore pensione deve attendere l’anzianità di servizio. Per quanto riguarda l’equo indennizzo la Cassazione esclude che vi possa essere la cumulabilità con la pensione privilegiata se erogata per la stessa causa. Comunque se non è stata presentata la domanda per l’equo indennizzo, o se non è stata presentata la richiesta nel corso di svolgimento del procedimento di riconoscimento dalla dipendenza da causa di servizio, può essere fatta entro il termine di perentorio di sei mesi dall’insorgenza della menomazione o dalla notificazione del provvedimento di riconoscimento della dipendenza dell’infermità o lesione dal servizio, pena l’intempestività.
@Luana, si presenta domanda di accertamento di infermità per interdipendenza o aggravamento nei casi un cui una menomazione, già classificata nel giudizio di riconoscimento del trattamento pensionistico o di causa di servizio, sia poi evoluta peggiorando con complicanze ecc.. Le ragioni di interdipendenza sono il collegamento, puro e semplice, tra la infermità già riconosciuta e quella ora denunciata da un punto di vista cronologico e con giudizio medico-legale a sostegno. Da come scrive la scheggia in questione, anche se emersa anni dopo, rientra storicamente nel fatto infortunistico sul quale si fondò il giudizio che riconobbe il trattamento pensionistico per menomazione invalidante. Non sono un medico ma, da quello che scrive, sono portato a pensare che vi siano anche dei profili di colpa nei sanitari che svolsero gli accertamenti dato che non individuarono la scheggia in questione al momento del fatto. Vi consiglio di rivolgervi a professionisti competenti sia sul piano medico che giuridico, tenendo presente che il trascorrere del tempo in queste cose non giova. Per quanto riguarda il trattamento economico si tratta di un mero errore di trascrizione degli estremi del provvedimento.
EGREGIO AVVOCATO LA RINGRAZIO PER LA RISPOSTA E LE FACCIO I COMPLIMENTI PER IL SITO,E SE POSSO PERMETTERMI LE VORREI CHIEDERE SE POTESSE DARCI NOMINATIVI DI CHI POTREBBE SEGUIRCI,ABBIAMO GIA PROVATO CON QUALCHE MEDICO E AVVOCATO,MA LE DICO SINCERAMENTE E NON SO PER QUALE MOTIVO TUTTO MUORE A META STRADA,L’ULTIMO CHE ABBIAMO CONTATTATO SEMBRAVA CHISSA COSA AVREBBE FATTO E LE DICO DI PIU,SEMBRAVA ADDIRITTURA DI CHISSA QUALE SOMMA DI DENARO AVREMMO POTUTO RICEVERE DA CIO,DANDO LOGICAMENTE UNA PERCENTUALE PER IL LAVORO SVOLTO,L’ULTIMA NOTIZIA RIFERITOCI DA TALE AVVOCATO E CHE A LIVELLO ECONOMICO NON SI PUO OTTENERE NULLA,MA FORSE NON HA CAPITO IL NOSTRO INTENTO,NOI VORREMMO CHE LA SCHEGGIA DEVE RISULTARE SCRITTA SUL VERBALE,POICHE SE ESSA CAUSA DEI DANNI MUOVENDOSI SIA RICONOSCIUTO.ANCHE PERCHE MIO MARITO SOFFRE SPESSO DI DOLORI ALLA SCHIENA ,MA ESSENDO LIGIO AL LAVORO NON SI BUTTA MALATO NE SE NE APPROFITTA,POI COME DICE ANCHE LEI,CI DEVE ESSERE UNA RESPONSABILITA DI CHI NON SE NE è ACCORTO,POI SE HA CIO CI FOSSE UN RISARCIMENTO SIA SUL PIANO FISICO SIA PER QUELLO MORALE BEN VENGA,MA NON è CIO LA PRIORITA,VORREMMO SOLO CIO DI CUI SI HA DIRITTO,SE LEI FOSSE COSI GENTILE DA POTERCI AIUTARE LE SAREMO GRATI…RIALLACCIANDOMI AL DISCORSO SOPRA DELL,AVVOCATO’SEMBREREBBE CHE DAL MOMENTO CHE COME DICE LUI NON CI SONO SOLDI DA PRENDERE LA SCHEGGIA RIMANE ANONIMA,ANCHE SE COME LE RIPETO E STATO PROPIO LUI A DIRCI CHE I SOLDI DA PRENDERE C’ERANO…ORA MI CHIEDO O LA COSA E COMPLICATA E NESSUNO VUOLE AFFRONTARLA O DIETRO CE QUALCOSA DI POCO CHIARO O FORSE POCO PULITO DA AFFRONTARE,OPPURE SIAMO INCAPPATI IN PERSONE NON ADEGUATE AL CASO…GRAZIE PER LA SUA ATTENZIONE
salve avvocato sono un militare in pensione, il cmo di bari mi ha riconosciuto due cause di servizio una attrosi cervicale cat.A 8massima e l’altra insuficenza renale cronica cat.A 7massima,col cumolo mi hanno dato la 6massima.La commissione di verifica di roma mi ha confermato l’attrose cervicale 8massima, e l’nsufficenza renale cronica non mi e stata confermata come causa di servizio.
cosa devo fare ,e normale oppure faccio ricorsoche possibilità ho. la saluto e la ringrazio infinitamente per la sua attenzione
salve mi chiamo ignazio e sono un ex assistente capo della polizia penitenziaria sono stato riformato dal c.m.o non dipendente da causa di servizio volevo sapere da voi se era possibile sapere se mi spetta la pesione privilegiata dengo ha precisare che ho una causa di servizio gia riconosciuta con equo indennizzo TAB.B massima.
attendo una ripsosta.
ringrazio.
@Luana, ma parlo anche a tutti, tenga presente che questo blog nasce per scopo di utilità generale con ciò intendendo sottolineare che le mie risposte non si basano sull’analisi di documenti ma cercano di chiarire dei dubbi partendo da quanto viene raccontato. Le ripeto a naso suo marito ha diritto al riconoscimento di dipendenza di causa di servizio di infermità per interdipendenza/aggravamento, e, sempre a naso, vi spetterebbe anche un risarcimento per responsabilità professionale dei medici e non solo anche dell’amministrazione (che potrebbe essere una discreta somma ma dipende da alcune variabili la situazione reale di vostro marito, i fatti storicamente intesi, la natura della patologia, gli eventi fra loro connessi e che tipo di influenza possono aver concorso i comportamenti negligenti delle professionalità che si sono avvicendate nel tempo, infine la decisione di un giudice). Per quanto riguarda il consigliarle un collega, è cosa che non faccio volentieri per la ragione che rispondo del mio operato ma non posso garantire quello degli altri, visto come si presenta il vostro caso le consiglio di bussare alla porta di qualche Cassazionista preferibilmente un Professore universitario in diritto amministrativo. Vi faccio i migliori auguri.
.:.
@Giovanni non sono un medico ma qualcosa non torna tra le patologie indicate mi sembra che l’insufficienza renale cronica sia più invalidante dell’artrosi. Senta al più presto un medico specialista e poi valuti se fare il ricorso in tempi brevissimi.
@Ignazio si esclude per la stessa causa la cumulabilità tra equo indennizzo e pensione privilegiata (art. 50 comma 1,art. 60 DPR 686/1957,art. 144 n. 1092/1973).
Gent.le avvocato sono un ass.capo della Polizia di Stato, gradirei sapere se esiste ancora l’abbuono di un anno di servizio in più per il personale che ha visto riconosciuta la causa di servizio; nel mio caso attualmente ho la cat. VII massima e 26 anni di servizio effettivo. Se si mi può gentilmente fornire i riferimenti giuridici in tal senso?
Grazie
PS: la mia CdS è già iscritta a matricolare nonchè indennizzata
caro avvocato buon giorno sono un ex assistente capo polizia penitenziaria riformato dal c m o ed ora lavoro come centralinista sempre nella stessa amministrazione mi è stata accettata la causa di servizio ora devo fare una seconda visita sempre al c m o per la categoria la menomazione mi ha lasciato seri problemi neurologici e un ventesimo di vista a entrambi gli occhi non posso piu guidare e neanche essere autonomo in quanto riesco a camminare poco appena è capitato il fatto per poter essere vicino alla mia famiglia ho fatto domanda per la 104/92 e mi è stato concesso l’articolo3 comma 3 mi è stato concesso anche l’indennità di accompagnamento ora non sò come devo comportarmi se la categoria dovesse essere la tabella a come mi devo comportare con l’assegno di accompagnamento se mi spetta ancora o se ho diritto alla pensione privilegiata ho 20 anni effettivi di servizio più 3 di scivolo e 1 di militare ma essendo ipovedente mi è stato riconosciuto un altro anno in pivorrei sapere se posso andare in pensione con una discreta pensione o se al posto dell’accompagnamento mi spetta qualcosa di simile ma di causa di sevizio non so se esiste ancora la pensione privilegiata e quanto spetti sono veramente confuso le dispiacerebbe darmi delucidazioni in materia per non commettere errori la ringrazio anticipatamente
Egregio avvocato la ringrazio per l’indicazione e grazie al suo consiglio ho trovoto uno studio legale apposito, che si occupa quasi esclusivamente di queste pratiche.La ringrazio vivamente di tutto cio che riesce a fare per persone come noi con questi problemi…
avvocato buon giorno. MI chiamo Giovanni e sono un Mar. Capo dell’E.I. in servizio da 22 anni.Nel 2004 la V commissione medica di Roma definiva la domanda di riconoscimento di causa di servizio emettendo un verbale in cui ascriveva la mia patologia ” ipertensione arteriosa con danno d’organo ” alla tab. A 7^ massima aggiungendo ulteriori 2 tab. B per due incidenti stradali occorsi in etinere dal luogo di srvizio.Nel 2007 mi è stato notificato un decreto con il quale mi veniva riconosciuta una tab. B per il primo degli incidenti risalente all’anno 2000 previo il parere del C.d.V. Pochi giorni fa mi è stato comunicato che il C.d.V. si è espresso con esito negativo relativamente alle altre patologie.Volevo chiederle se dal punto di vista del diritto sia possibile che un organo colleggiale statale possa esprimere sulle stesse patologie a distanza di pochi mesi pareri medico legali e valutazioni di principio completamente diverse ed in virtù di quale norma legislativa. Le sarei oltremodo grato se visto quanto sopra esposto ritiene opportuno una volta che mi verrà notificato da PREVIMIL l’esito negativo ( dopo quasi 5 anni dal riscontro della menomazione ! ) intraprendere un’azione di ricorso e con quali schance eventualmente . La ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione
gentilissimo avvocato, ho per caso scoperto questo blog e l’ho immediatamente inserito tra i preferiti. complimenti. A mia sorella Paola (fisioterapista) è stata riconosciuta la causa di servizio ed è stata inserita nella tab. A classe settima ma non sa quale sono i privilegi relativi a tale inquadramento, può aiutarci Lei? Grazie.
Egr. Avv. sono un ispettore capo polstato in aspettiva dal 11.08.2007 per malattia in fase di riconoscimento come dcs ,dal maggio 2008 il cmo di firenze mi ha giudicato “permanentemente non idoneo s.i. /si idoneo in maniera parziale con servizi che non comportino gravosi impegni” Mi e’ stato spiegato che tutte le carte sono state inviate presso la commissione di verifica che dovra’ decidere se giudicare come dcs la mia patologia (in questo caso verrei riammesso con compiti esclusivamente di ufficio)oppure non dcs (in questo caso verrei riformato e ammesso immediatamente a fruire della pensione non privilegiata e maturata in 26 anni di servizio continuativo che si aggira intorno a 1.350 euro mensili-.in alternativa e solo su mia richiesta potrei transitare nel personale di altre amministrazioni a ruolo civile).Le chiedo e’ corretto tutto cio ‘ ?e specialmente e’ certo che in caso venissi riformato godrei della pensione semplice maturata .Grazie dell’attenzione la saluto in attesa di cortese riscontro. brenno
Salve avvocato, alla ricerca di alcuni informazzioni, o scoperto questo sito, spero che potete aiutarmi.
In data 23-10-2008 sono stato giudicato non idoneo alla Polizia Penitenziari, e idoneo al transito a ruolo civile dello Stato.
Il 24.10-2008 ho fatto domanda per passare al ruolo civile, la domanda è: posso ritirare la domanda e andare in pensione con 20 anni di servizio, più 1 anno di militare e 1 anno contributi da esterno? se posso andare in penzione quanto riesco a recepire?
La ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione
19-11-2008
salve sono pasquale e volevo chiedere un’informazione visto che mi sono lussato la clavicola sx mentre svolgevo il servizio militare e visto che ho ricevuto anche l’equo indennizzo,quindi riconosciuta la causa di servizio ,ho prima diffidato lo stato poichè nessuno mi ha risposto ruguardo la pensione privilegiata ora l’avvocato mi ha fatto fare una causa alla corte dei conti che è partita a luglio 2008 volevo sapere tra quanto tempo la corte dei conti mi chiamerà per questa causa ? e secondo voi visto che mi hanno anche congedato ma declassato di 4° ho diritto alla pensione ?
Carissimo avvocato le chiedo se è possibile capire a chi è assegnata la competenza a sottoporre un ex sottufficiale forze armate a visita di assegnazione assegno di incollocabilità dopo l’entrata in vigore del decreto nr. 44 del 12.02.2004, poichè le asl rigettano la competenza, l’inail non tratta gli appartenenti delle forze armate e le cmo non sanno se sono loro a trattare questa strana forma di inabilità, preciso che sono un riformato di 2^ctg già congedato con p.v. della cmo con giudizio di non idoneità totale e permanente, non idoneo neanche al reimpiego civile, chi è l’ente oggi competente a farmi la visita o già il P.V. della cmo che mi ha congedato potrebbe bastare e convalidare tale inabilità/incollocabilità? e quindi il ministero concedermi questo benedetto assegno? la ringrazio.
Caro avvocato finalmente dopo sei anni di attesa mi è stata accetata la causa di servizio tab A prima categoria più un assegno di accompagnamento.Mi è stato detto che ora devo aspettare il verbale,poi posso fare anche la domanda di equo ndennizzo.Vorrei sapere a chi devo rivolgemi per sapere quanto mi spetta di pensione visto che mi hanno accetato anche la privilegiata. La ringrazio della sua gentilezza e la saluto
il 5 -12-1994 entra in vigore il nuovo regolamento di riconoscimento di infermita’ dipendente da causa di servizio:decreto del Presidente della Repubblica 20-04-1994 n.349 riguardante il personale delle forze armate .Nel decreto si legge :la domanda di riconoscimento di infermita’ dipendente da causa di servizio deve essere presentata all’ente di appartenenza dell’ interessato o dai superstiti entro 6 mesi dalla data in cui l’ interessato ha avuto conoscenza dell’ infermita’.Mio marito C.V. della marina militare e’ venuto a conoscenza della malattia Mesotelioma pleurico a marzo del 2005 ,a gennaio dello stesso anno erano scaduti i 5 anni previsti.Persomil ha rigettato la domanda di causa di servizio .Posso denunciare ?MI sento presa in giro.
Avvocato ,quando riprende a rispondere ai quesiti che vengono esposti sul suo sito ? e’ un punto di riferimento…!Grazie
Mio marito malato di mesotelioma pleurico puo’ attendere 4 anni ,come Giovanni, per avere riconosciuta la causa di servizio ? Anche se io me lo auguro tutti i momenti, non crede che la burocrazia applicata in modo sbagliato aggiunga sofferenza alla sofferenza di persone che si trovano a combattere una battaglia con malattie devastanti???? Grazie
Egregio Avvocato gradirei un Vostro autorevole parere.
La C.M.O. di Napoli mi riconobbe,in data 21.03.1995, derivante da causa di servizio; tale infermità:
“Nevrosi ansiosa con spunti fobici e depressivi”, ascrivibile alla 7^ ctg tab. A. La Giunta Comunale con propria Deliberazione del 13.03.1996 prese atto del verbale della C.M.O. riconoscendo la richiamata infermità come effettivamente dipendente da causa di servizio.
Successivamente,tuttavia, il C.P.P.O. ai fini della liquidabilità dell’equo indennizzo, espresse il parere che detta infermità non potesse riconoscersi dipendente da fatti di servizio.
Nel 2007,poi, con apposita istanza si fece si che io chiedessi che successiva infermità, ovvero ” ipertensione arteriosa con danno d’organo” fosse riconosciuta dipendente da causa di servizio tenuto conto del fatto che,quest’ultima, si ascrivesse come sostanzialmente interdipendente alla patologia indicata precedentemente.Ovvero,come detto,” Nevrosi ansiosa con spunti fobici e depressivi”-, con ovvia liquidazione di equo indennizzo. La CMV, per potermi sottoporre a visita medica, ha richiesto all’ente lo statino delle assenze.
Per quanto sopra chiedo un Vostro autorevole parere sul tale problematica. Chiedo,altresì, quale sia la normativa che regola la materia dell’interdipendenza.
Grazie anticipatamente.
Gentilissimoe “utilissimo”avvocato cortesemente volevo chiederle se si può rivedere la categoria assegnatami (8°)per tubercolosi,senza dover fare aggravamenti.Grazie.
Egregio avvocato a mia moglie il CMO ha riconosciuto causa di servizio ed è stata iscritta nella tabella A cat. 7 (aveva più malattie). Roma ha rigettato la richiesta di equo indennizzo ed ha specificato che le malattie riportate non erano causa di servizio. Bene, se non si fà ricorso spetta sempre l’aumento dell’1,25 dello stipendio ? e aver avuto la tabella A cat. 7 a cosa può servire ?
Grazie e saluti
Egregio Avvocato, sono un’insegnante di scuola media, da qualche tempo soffrivo di una afonia persistente che ormai mi causava stanchezza anche solo dopo pochi minuti di spiegazione in classe, il respiro mi diventava affannoso e mi affaticavo moltissimo. L’aggravarsi della situazione mi ha convinto a rivolgrmi ad un modico, il quale, dopo avermi sottoposto ad un’indagine endoscopica, mi diagnosticato e certificato la presenza di un polipo alle corde vocali. Ho diritto di chiedere la causa di servizio e la pensione privilegiata. Ho un’anzianità di servizio di 32 anni. Grazie per l’attenzione e la gentilezza che vorrà prestarmi. Cordiali saluti. Sara P.
Egregio Avvocato, sono un’insegnante di scuola media, da qualche tempo soffrivo di una afonia persistente che ormai mi causava stanchezza anche solo dopo pochi minuti di spiegazione in classe, il respiro mi diventava affannoso e mi affaticavo moltissimo. L’aggravarsi della situazione mi ha convinto a rivolgermi ad un medico, il quale, dopo avermi sottoposto ad un’indagine endoscopica, mi ha diagnosticato e certificato la presenza di un polipo alla corda vocale destra e la necessità di un intervento chirurgico. Ho diritto di chiedere la causa di servizio e la pensione privilegiata? Se si, è necessario affidarmi ad un legale o posso presentare istanza per il riconoscimento io stessa? Ho un’anzianità di servizio di 32 anni. Grazie per l’attenzione e la gentilezza che vorrà prestarmi. Cordiali saluti. Sara P.
avvocato ,e’ in vacanza?quando pensa di riprendere a rispondere?
Grazie ,BUONE FESTE OVUNQUE SI TROVI:
Egr.Avv.
Sono un operatore sanitario in pensione volontaria 01.01.2005, anni 58 e 35 di servizio.
Nel 1973 riconosciuta causa di servizio per epatite, con aggravamento nel 1979 ascritta alla 7 cat.
Nel 1992 nuovo episodio di epatite con diniego perchè non si può richiedere l’aggravamento più di una volta.
Titolare di indennizzo legge 210/92 dal Marzo 2008 5 cat.per Cirrosi Epatica da doppia infezione HBV-HCV.
Agosto 2007, visita C.M.O. per pensione privilegiata e conferma della 5 cat.
Successivamente dal Comitato P.P. mi richiedono ulteriori documenti sanitari.
Attualmente ancora in attesa di risposta.
Avrei diritto alla pensione privilegiata?
Antecipatamente ringrazio.
Alessandro
@Gianni la materia è complessa le consiglio di raccogliere la sua documentazione e di andare a parlare con un professionista.
Per nozione generale ricordo a tutti, non solo a lei, che tra i vari benefici opera un regime di esclusione, ossia se una menomazione ha già dato titolo ad una prestazione la stessa non da diritto ad un secondo riconoscimento, cioè per la stessa menomazione o si beneficia dell’invalidità civile o dell’invalidità per servizio.
@Giovanni per orientamento costante il parere del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie ed ora del Comitato di verifica gode di “insindacabilità” poiché espressione di “discrezionalità tecnica”, ragion per cui è all’ordine del giorno che una medesima patologia sia giudicata in maniera contrastante.
@Cinzia fai riferimento alla risposta data a Paolo
@Brenno se non le riconoscono la dipendenza da causa di servizio godrà solo della pensione ordinaria che non le può essere toccata.
@Francesco può andare in pensione ma per valutare la convenienza si rivolga ad un professionista che l’aiuterà a fare i calcoli, le ricordo che per la causa di servizio spetta l’equo indennizzo.
@Pasquale queste domande dovrebbe rivolgerle al collega che la segue e che ha tra i suoi incartamenti tutta la sua documentazione.
@Osvaldo la domanda per l’assegno di incollocabilità va rivolta all’amministrazione militare di appartenenza.
@Giovanni si consulti con un professionista nella sua zona o domandi il conteggio agli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
@Patrizia grazie ed auguri anche a lei, tornando alla questione poiché con l’entrata in vigore del DPR 461/2001 la pronuncia negativa sulla dipendenza da causa di servizio è stata considerata “definitiva”, ossia tale da impedire la riproposizione della domanda per il riconoscimento della dipendenza, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale numero 323/2008, che rompe la posizione cristallizzata sulla perentorietà del termine quinquennale, le consiglio di consultarsi con uno studio legale per valutare se sia il caso di tentare di ripetere la domanda e se sia fattibile un ricorso contro il rigetto della stessa lamentando l’incostituzionalità della normativa anche sotto questo profilo.
@Gennaro, non sono un medico e per questa ragione professionalmente mi avvalgo dell’esperienza e competenza di un Medico Chirurgo, sul piano legale però la sua patologia è oggetto di contrasto poiché considerata come “infermità ad eziologia incerta”. Per questa ragione capita che in alcune decisioni si faccia leva sull’assenza di precise cognizioni tecniche in ordine all’eziologia di alcune infermità, anche se questa incertezza non autorizza a negare un rapporto di causalità tra infermità e servizio, la giurisprudenza è divisa. L’aggravamento e l’interdipendenza sono regolate dal DPR 461/2001 e dal DPR 1092/1973.
@Paolo la revisione implica che sia sopravvenuto un aggravamento dell’infermità o lesione oggetto del trattamento pensionistico privilegiato.
@Mimmo le consiglio di consultarsi con un legale per valutare l’eventualità di fare ricorso.
@Sara le consiglio di consultarsi anche con uno specialista che attesti la correlazione tra patologia e lavoro svolto, faccia poi l’istanza per il riconoscimento della causa di servizio.
@Alessandro avrebbe diritto alla pensione privilegiata ma purtroppo non posseggo la palla di cristallo.
Bentornato Avvocato:grazie per il tempo che dedica a tutti noi.
Carissimo avvocato mi permetta una domanda, io percepisco dal 2003 una pensione privilegiata pur non avendo conseguito l’anzianita’ minima di contribuzione ( avevo 13 anni di lavoro e qualche mese ) perche’ mi sono infortunato sul lavoro, con causa di servizio riconosciuta, e sono stato decretato vittima del dovere.
Ho percepito la speciale elargizione e sono stato congedato dalla mia amministrazione definitivamente perche’ pur non potendo piu’ fare il mio lavoro da operativo ho rinunciato al passaggio nel ruolo amministrativo- contabile.
Percepisco una pensione privilegiata di settima categoria all’incirca mi pare di 830 euro lordi che diventano accreditati puliti sul conto 750 euro.
Non percepisco la tredicesima.
Io pero’ adesso lavoro in un azienda pubblica assunto come disabile categoria protetta.
Mi chiedevo se avendo un lavoro e una pensione devo fare il 740 oppure no.
Mi chiedevo se devo fare qualcosa per rivendicare la tredicesima della pensione.
Mi chiedevo se un domani quando andro’ in pensione per anzianita’ , potro’ farmi riconteggiare i 13 anni precedenti.
Grazie per la sua eventuale risposta.
Cordialmente
Roberto
A seguito al post del 30/12/2008 in merito alla pensione privilegiata,
vorrei sapere se per avere tale diritto il requisito è di totale inabilità e aver cessato il lavoro per malattia?
In attesa ringrazio
Sono Maria Grazia, un assistente amministrativo e lavoro in una scuola di Messina. Sono stata immessa nel ruolo di appartenenza a decorrere dal 01.09.1988 nella provincia di Bergamo, dopo 8 anni circa di precariato.
Durante la mia carriera, sebbene professionalmente – a mio parere- seria e rispettosa nei riguardi del mio lavoro e di tutte le figure che ruotano nel suo contesto , ho sempre lamentato condizioni inidonee degli ambienti lavorativi per la salute dei lavoratori, dicendo spesso che le scuole di tutta Italia sono focolai di malattie e di morte (vedete le scuole crollate e tutte quelle che rischiano tale situazione).
Il Dott. Brunetta si limti a cantare vittoria sull’assenteismo diminuito ,specialmente sugli operatori scolastici e di categoria inferiore ai dirigenziali. La maggior parte, almeno a Messina, lavora in scuole che subiscono le condizione atmosferiche del nostro bel clima (freddo, unidità, caldo), ambienti climatizzati in giusta misura eviterebbero molti problemi di malattia.
Sono stata operata di “Mieloradicolopatia cervicale C5-C6 e C6-C7 – Stenosi C5-C6-C7″ a Messina, nel maggio 2006, ed ho chiesto il riconoscimento della causa di servizio che la CMV ha accordato nel mese di luglio 2008 ascrivendo la menomazione alla tab. A/8a con il seguente giudizio medico-legalele : “E’ SI IDONEO al servizio cui è preposta con limitazioni movimentazione carichi, stazione eretta prolungata” .
La pratica è ancora in fase di espletamento in quanto l’Ufficio S.P. deve procedere alle ultriori fasi di tale riconoscimento e per il relativo rimborso dell’equo indennizzo.
L’intervento sebbene “grazie a Dio” mi abbia lasciato in vita e in piedi (almeno a tutt’oggi”), non posso dire mi abbia guarita, i dolori cervicali persistono, la spalla e il braccio sn non sono da meno, gli uffici restano sempre inadatti a stare bene sia fisicamente che psicologicamente.
Posso chiedere la pensione di inabilità? ho 51 anni e 28 circa di servizio; o devo aspettare altri 10 anni circa (magari su una sedia a rotelle)per percepire chissa’ quale importo di pensione che non basterebbe neanche a pagare qualcuno che mi porti in giro ?(in casa mi piace stare ma non sostare).
Ho subito altri due interventi chirurgici.
Caro Dott. Hermans mi aiuti giuridicamente a risolvere i miei problemi poichè nessuno mi sa dire, ne tantomeno io sono riuscita a leggere chiaramente, se il riconoscimento della causa di servizio, indipendentemente dagli anni di servizio, ti riconosca la possibilità di percepire il trattamento pensionistico con il tuo maturato economico.
Grazie per l’attenzione che rivolge ai bisognosi di concretezze.
Carissimo Avvocato Hermans Joseph IEZZONI,
sono un Maresciallo dell’Esercito e scrivo queste poche righe per illustrarLe il mio caso, nel 1992 presso l’Ospedale Militare di Genova mi viene riconosciuta la causa di servizio per l’insorta “Sinusite frontale” senza ne categoria che tabella.
Nel 1998 faccio richiesta di aggravamento per accertata “Sinusite frontale cronica” e nel 2000 sottoposto a visita collegiale presso l’Ospedale Militare di Caserta mi congedono l’ 8^ Categoria Tabella A nella misura Massima. Presento richiesta di Equo Indennizzo nel 2001 ed il Comitato di Verifica per le Cause di servizio in data 07.07.2008 esprime il giudizio di NON causa di servizio, così il Ministero della Difesa mi notifica tramite l’Ente ove presto servizio il Decreto ove sul retro recita che posso fare ricorso avverso al T.A.R. oppure al Presidente della Repubblica.
Per quanto sopra, Le chiedo se è possibile un suo autorevole parere, con il quale lo scrivente vuole porre in essere contro tale ingiustizia ed incostituzionalità, per il quale il sottoscritto sino a ieri sapeva di avere un 8^ Categoria riconosciuta.
Grazie anticipatamente.
Stefano
Scusate chiedo lumi su quali siano i presupposti del trattamento privilegiato? Grazie.
Gentile avvocatosono un appuntatp scelto della gdf con 22anni,se può vorrei un suo utilissimo parere: ad aprile 2008 ho avuto un infarto del miocardio non Q con applicazione di stent,senza aver avuto alcun danno al cuore, tre primari civili di diversi ospedali mi hanno certificato la mia completa idoneita a qualsiasi mansione, ma la mia c.m.o.continua a darmi convalescenza e siamo ad un anno, vorrei sapere se non mi riconoscono la causa di servizio cosa rischio, ed l’eventuale pensione con 22 anni a quanto ammonterebbe? Ogni suo consiglio inoltre è piu che gradito per uno come me che non sà a chi rivolgersi.Grazie anticipatamente comunque,saluti e buon 2009.
Gentile Avv
Sono un ex Isp:della Polizia di stato-nel 2002,a seguito di visita medica alla C.M.O. in data 8.2.2002,sono stato dichiarato non idoneo permanentemente in modo assoluto ai servizi di Istituto.In data 21-2-2002,la C.M.O,mi ha dispensato dal servizio-Il Ministero,mentre era in corso il procedimento per dispensa,a seguito di una sendenza della Corte di Cassazione del 19.2.2002-in data 2.7.2002,mi notificava il provvedimento di decadenza a firma del Capo della Polizia datato 15.4.2002,ove venivo dichiarato decaduto con decorrenza retroattiva cioè quella della lettura del dispositivo di condanna della Corte di Cassazione, e nel provvedimento di decadenza,veniva cosi riportato
La domanda che voglio porgere e la seguente,: Poteva il Ministero dichiarare estinto il procedimento per la dispensa ?
Visto che antecedentemente alla data del 19.2.2002,sono stato dichiarato non idoneo permanentemente,non era già entrato nel patrimonio giuridico del sottoscritto il provvedimento per dispensa ?
Che possibilità ci sono per una eventuale causa
La ringrazio
Ciro
Antonio Giorgianni,il 16 gennaio alle ore 19.50 ha scritto.
Egregio avvocato, fino a poco tempo fa ero un sottufficile dell’Arma dei Carabinieri. In data 28.10.2008, sono stato posto in congedo previa visita medica effettuata presso il diparditemento di medicina legale di La Spezia è stato giudicato “NON IDONEO PERMANENTEMENTE AL S.M.I. DA COLLOCARE IN CONGEDO ASSOLUTO. NON REIMPIEGABILE NELLE CORRISPONDENTI AREE FUNZIONALI DEL PERSONALE CIVILE DELL’A.D.”. In quanto riscontrato affetto da”cardiopatia ischemica cronica post ima in labile compenso”. Allo stato attuale risulta non dipendente da causa di servizio. Domanda come mi devo comportare in merito. Secondo quesito ” in data 07.11.2002 il C.M.O. di Messina ha riconosciuto l’infermità per causa di servizio per “Gastroduodenite” ascrivendola all’8^ categoria tabella “A” misura minima”, ancora non ho avuto nè risposta nè equo indennizzo, cosa devo fare. Terzo quesito in data 13.10.2003, a seguito di incidente stradale con mezzo militare in servizio,riportavo lesioni della frattura 8^ costasn, lussazione acromion-claveare sn contusione coscia sn, il C.M.O. della medicina legale di La Spezia giudicava si dipendente da causa di servizio ma non ascrivibbile a nessuna tabella, quindi niente equo indennizzo. Cosa posso fare. Grazie per le risposte che mi invierà.-
Antonio Giorgianni,il 16 gennaio alle ore 19.50 ha scritto.
Egregio avvocato, fino a poco tempo fa ero un sottufficile dell’Arma dei Carabinieri. In data 28.10.2008, sono stato posto in congedo previa visita medica effettuata presso il diparditemento di medicina legale di La Spezia è stato giudicato “NON IDONEO PERMANENTEMENTE AL S.M.I. DA COLLOCARE IN CONGEDO ASSOLUTO. NON REIMPIEGABILE NELLE CORRISPONDENTI AREE FUNZIONALI DEL PERSONALE CIVILE DELL’A.D.”. In quanto riscontrato affetto da”cardiopatia ischemica cronica post ima in labile compenso”. Allo stato attuale risulta non dipendente da causa di servizio. Domanda come mi devo comportare in merito. Secondo quesito ” in data 07.11.2002 il C.M.O. di Messina ha riconosciuto l’infermità per causa di servizio per “Gastroduodenite” ascrivendola all’8^ categoria tabella “A” misura minima”, ancora non ho avuto nè risposta nè equo indennizzo, cosa devo fare. Terzo quesito in data 13.10.2003, a seguito di incidente stradale con mezzo militare in servizio,riportavo lesioni della frattura 8^ costasn, lussazione acromion-claveare sn contusione coscia sn, il C.M.O. della medicina legale di La Spezia giudicava si dipendente da causa di servizio ma non ascrivibbile a nessuna tabella, quindi niente equo indennizzo. Cosa posso fare. Grazie per le risposte che mi invierà.-
Salve avvocato,
ho trovato questa pagina per puro caso e ne sono molto contento, vorrei illustrarle il mio caso e porle qualche domanda e sarei infinitamente contento se mi rispondesse oltre che in pubblico anche per via email.
Sono un 1° C.M. dell’E.I. la mia odissea comincia quando al rientro dal Kosovo mi viene diagnosticata una “GAMMOPATIA MONOCLONALE IGG MONTANTE CATENE LEGGERE KAPPA E LAMBDA” che in parole povere è un processo neoplastico benigno.
Dopo essere stato sbattuto per un po’ di ospedali militari, oltre quelli civili (4/5 mesi circa) la componente monoclonale sembra essere scomparsa tanto che dopo un brevissimo periodo di convalescenza la C.M.O. competente mi riammette al servizio completamente idoneo.
Al rientro della successiva missione, i controlli del protocollo mandelli, tornano ad evidenziare la stessa patologia, pertanto, inizia per me un vero e proprio calvario che mi vedrà sbattuto in tutti gli ospedali e preoccupato non poco oltre il danno creato a livello psicologico alla mia famiglia.
I valori stavolta sono di non poco fuori la norma e con il passare del tempo non si notano miglioramenti quindi i medici del Centro di Riferimento Oncologico che mi seguivano (OVVIAMENTE A MIE SPESE) fanno una diagnosi GAMMOPATIA DI ICERTO SIGNIFICATO PERMANENTE.
In tutto questo tempo, tento di presentare la causa di servizio ma per ingiustificati motivi il personale dell’ufficio competente non accettava che io la presentassi e i soldi per rivolgermi ad un avvocato non li avevo pertanto sottostavo alla gerarchia militare e ogni giorno tornavo a casa con l’amaro in bocca.
Dopo svariati controlli, mi viene diagnosticata anche una lifoadenopatia laterocervicale ed inguinale perciò vengo inviato in C.M.O. la quale dopo avermi dato qualche mese di convalescenza mi riammette in servizio con la non idoneità all’estero e con la nota” è a cura del DSS tenere il paziente lontano da materiale a rischio” ( quasi sempre disattesa).
Essendo ancora in ferma breve e non in servizio permanente cominciavo a temere che mi cacciassero via anche perchè a tal proposito ero fatto oggetto di insistenti minacce, e la tecnica su come fare sembrava avesse preso la giusta piega essendo ormai collaudata.
La convalescenza mi decurtava un sacco di punti, i comandanti mi obbligavano a sparare nei poligoni al chiuso così che io mi rifiutassi per salvaguardia della mia stessa vita e loro mi abbassassero le note caratteristiche così scivolavo sempre più in basso nella graduatoria di merito per il passaggio in SPE.
Ad un certo punto ho deciso di far chiamare un amico in caserma e chiedere del capo ufficio personale fingendosi un avvocato e chiedergli di fissare un appuntamento per parlare con il comandante e nel frattempo io pregavo che Dio me la mandasse buona.
Il giorno dopo sono stato convocato dal Comandante imbestialito dal fatto che io mi fossi rivolto ad un legale senza il suo permesso.
Non ho risolto nulla ma qualcuno a cominciato a capire che stavolta l’argomento in questione era serio.
Nel 2006 ho deciso di speronare il Comandante, il DSS e tutta la CMO chiedendo per via ufficiale (nero su bianco) di essere inserito nelle liste per la partenza in Libano, considerato che avevo fatto tutto l’iter addestrativo compreso di poligoni in galleria.
Immaginabile il seguito…….
Il DSS mi manda urgente in CMO per verificare la mia idoneità al servizio militare la quale puntualmente mi riforma.
Faccio ricorso in 2° istanza la quale conferma la riforma ed infine faccio ricorso al Direttore di Sanità che fortunatamente revoca la riforma e mi mette in convalescenza.
Da allora non sono mai più rientrato in servizio ma trattenuto in convalescenza con rafferme speciali.
Facendo come prima, visto che era cambiato il comandante, un amico richiama il capo ufficio personale chiedendo un incontro con il comandante visto che era andato deserto quello di qualche mese prima ed alla domanda per quale motivo, il mio amico risponde che voleva parlare con il comandante al fine di capire perchè non mi stava facendo presentare la causa di servizio.
Come immaginavo, il giorno dopo il comandante mi convoca in caserma incazzato come una iena mi fa nero ed alla fine ordina al sottufficiale di far partire immediatamente la causa di servizio.
In tutto questo tempo mi sono informato e strainformato su tutti gli avvenimenti e tutto quello che riguardava le patologie contratte dal personale impiegato all’estero oltre a collezionare tutte le leggi possibili ed immaginabili sul mio pc.
Conosco i resoconti stenografici di tutte le sedute della Commissione Parlamentare d’Inchiesta a memoria, pagina per pagina, ho sempre pregato Dio che non mi facesse morire prima che portassi tutto a conclusione e sono divenuto così dotto da fare un opuscoletto e chiedere al comandante di convocare il reparto in adunata generale e leggere insieme questo opuscoletto e commentarlo.
L’opuscoletto contiene un sunto della C.P.I. e tutto quello che spetta a chi diviene vittima di queste maledette patologie, con tutti i riferimenti normativi.
La risposta del comandante è stata tassativa, NO PERCHE’ NON RITENGO UTILE ED OPPORTUNO QUANTO SCRITTO ALL’0INTERNO DI QUESTO OPUSCOLO OLTRE AL FATTO CHE LEI NON HA TITOLO PER FARLO.
Solo qualche giorno fa la DIREZIONE GENERALE DELLE PENSIONI MILITARI DEL COLLOCAMENTO AL LAVORO DI VOLONTARI CONGEDATI E DELLA LEVA III° REPARTO 9° DIVISIONE 4° SEZIONE mi ha riconosciuto la causa di servizio IN QUANTO DALLA RELAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE E DALLA DOCUMENTAZIONI IN ATTI, NEL CASO DI SPECIE, RISULTANO SUSSISTERE NELLO SVOLGIMENTO DEGLI INCARICHI ASSEGNATI, CONDIZIONI ESTREME QUALI ELEVATA TENSIONE EMOTIVA, CONTINUA E PROLUNGATA IPERVIGILANZA IN COSTANTE PERICOLO DI VITA NELL’AMBITO DI MISSIONI SVOLTE IN TEATRO BELLICO, DI ASSOLUTA ECCEZZIONALITA’ E CON ALTO RISCHIO PERSONALE E COLLETTIVO.
CONSIDERATO CHE L’INSIEME DELLE CIRCOSTANZE SOPRA RIPORTATE POTREBBERO ESSERE IDONEE A REALIZZARE UNA CONDIZIONE DI STRESS TALE DA COMPROMTTERE LE DIFESE IMMUNITARIE, IL CUI DEFICIT PUO’ FAVORIRE L’EVOLUZIONE DI UNA NEOPLASIA ALLO STATO PRE-CLINICO, E’ PLAUSIBILE RITENERE CHE IL SERVIZIO ABBIA POTUTO SVOLGERE UN RUOLO CONCAUSALE EFFICIENTE E DETERMINANTE NELL’INSORGENZA E/O SLATENTIZZAZIONE DEL PROCESSO NEOPLASTICO.
L’equo indennizzo non mi è stato riconosciuto per aver superato inutilmente il termine perentorio di sei mesi.
Adesso non so se finalmente potrò rientrare in servizio ma sono certo che mi servirà un ottimo avvocato per uscire da questo tunnel vittorioso, la prima battaglia diciamo che l’ho quasi vinta adesso bisogna che sia un legale ad occuparsi del resto perchè io non ne sono più in grado.
Le cose che a seguito di questa anteprima le chiedo sono principalmente queste:
1° cosa posso fare per ottenere l’equo indennizzo che mi spetta ?
2° posso chiedere la speciale elargizione?
3° posso chiedere la pensione privilegiata ordinaria?
4° posso denunciare i responsabili per abuso d’atti di ufficio ?
5° posso denunciare coloro che hanno disobbedito le note della CMO facendomi rischiare inutilmente la vita o quanto meno rischiando di peggiorare la mia situazione clinica?
6° Questa causa di servizio a suo parere rientra in quelle che la legge definisce particolari condizioni ambientali ed operative?
7° Ai sensi della D.P.R. 243/2006, tenendo conto, dell’art. 1 comma 563 e 564 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, mi spetta ottenere tutti i benefici previsti per le vittime del dovere, equiparate con le vittime del terrorismo?
8° nell’ultimo caso, mi spetta l’assegno vitalizio di 1033 € mensili
considerando che la mia patologia raggiunge il quarto di inabilità permanente?
Pregiatissimo avvocato e carissimi lettori, nonché rispettabili colleghi di ogni arma e grado, ringrazio tutti voi per il tempo dedicatomi, ricordando a tutti che questo è solo un piccolo pezzo di storia di un uomo , un SOLDATO, un marito, un padre che ha rischiato veramente la propria vita con la consapevolezza di rappresentare una testimonianza del diritto internazionale della civiltà dimostrandosi un professionista della forza e non della violenza gratuita ne della brutalità generalizzata, ricompensato nel peggiore dei modi prima dal destino crudele e dopo dalla burocrazia assassina oltre, ovviamente, i personaggi scelti e messi nel posto giusto per insabbiare il più possibile la verità su quello che realmente è accaduto da quelle parti in quel periodo.
N.B.
UN RICORDO A TUTTI COLORO CHE PER LA NOSTRA DIFESA, PER LA NOSTRA LIBERTA’ E PER IL NOSTRO QUIETO VIVERE SI SONO, CON ONORE, IMMOLATI NEL SACRO NOME DELLA PATRIA. ….STIAMO VICINI ALLE LORO FAMIGLIE….
GRAZIE.
Firmato
Marco
UN SOLDATO……DELLA LIBERTA’
Egregio avvocato, in seguito ad un infortunio alla gamba(asportazione menisco e rottura crociati) subito nell’anno di leva in casera, mi è stata accettata la causa di servizio, la pensione privilegiata ordinaria a vita in misura 8A categoria minima più spettante equo indennizzo.Vorrei sapere se mi spetta di diritto il posto civile militare in più vorrei avere i suoi dati per consultala privatamente. In attesa di risposta la saluto.
Io sono vedova dal 1976, mio marito aveva uno stipendio privilegiato,è morto per causa di servizio mentre si recava a Messina per tenere una riunione, è scoppiata una ruota nella macchina datagli dalla ditta ( le ruote erano state cambiate il girno prima dalla Pirelli). Ho una minima pensione , quale pensione di reversibilità mi spetterebbe? Vi sarei gerata se mi desse delle delucidazioni in merito. iolecatti@tiscali.it
Avv. e’ sparito un’altra volta??.Scherzo e la ringrazio per il tempo che ci dedica.E’ difficile muoversi nei meandri delle leggi e della burocrazia.Desidero chiederle una delucidazione.Per avviare la pratica del danno biologico ci hanno indirizzato alla HallHassistence,per i diritti dei malati,con sede a Treviso .Abbiamo firmato ,3 anni fa ,fidandoci ,un contratto che prevede una parcella del 20 0 per la parte legale e una cifra x ,non quantificata per la parte madica .Abbiamo contattato il medico ,il quale ha risposto che e’ come andare al ristorante dove c’e’ un primo ,un secondo, un terzo.Sono rimasta senza parole e ho detto al dottore ,che non ha mai visitato mio marito ,di farmi sapre a quanto ammonta la sua parcella ad oggi.Ho fatto bene?Posso rescindere il contratto ? L’ etica esiste ?
Egregio avvocato,
sono un docente di scuole superiori indeciso se andare in pensione.
1) In possesso della 8^ categoria tabella A (-) per causa di servizio, ho presentato domanda di aggravamento, E.I. e pensione privilegiata.
Il comitato di verifica mi ha confermato la stessa categoria, idoneo al servizio.
Potrò avere diritto alla pensione privilegiata una volta in pensione?
Potrò presentare ancora altra domanda di aggravamento?
2) In data 23.9.2003 (data della visita), la C.M.O. (comm. med. osped.) mi ha riconosciuto per cumulo di infermità la 3^ categoria tabella A massima. Corrisponde ad una invalidità superiore al 74% ?
3) Avrei quindi diritto al riconoscimento (legge 380/2000) a 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio. Ma dalla data della visita?
4) Ho trovato scritto da qualche parte (quale legge?) che “per causa di servizio” se l’infermità viene ascritta alla 7^ o 8^ categoria tabella A, al dipendente viene riconosciuto 1 anno di anzianità. In aggiunta al punto n.3? oppure bisogna scegliere la situazione più favorevole?
5) Mi è stata attribuita (aspetto l’O.K. della ragioneria centrale) la maggiorazione dell’1,25% dello stipendio in godimento (C.M. 397/1988). Questa attribuzione è indipendente dalle altre? Rimarrà come vitalizio inglobato nella pensione?
6) Ci sono altri trattamenti a cui avrei diritto?
Le sarei molto grato se volesse darmi una risposta sollecita (giorno 26.1.2009 mi scade la domanda di pensionamento).
La ringrazio e La saluto cordialmente
Mario
Toc ,toc .Avvocato .dove si trova?Abbiamo bisogno di LEI.
@Roberto per la pensione di anzianità potrà riscattare gli anni maturati nella pubblica amministrazione, per le altre domande le consiglio di rivolgersi ad un consulente fiscale.
@Alessandro la pensione privilegiata ordinaria è un diritto soggettivo a contenuto patrimoniale che nasce in capo ad un soggetto nel momento di cessazione del rapporto di impiego e se la causa di tale cessazione sia una inabilità causata da eventi di servizio di natura ed entità tali da rendere il dipendente del tutto inabile a continuarlo. Per alcuni dipendenti quali militari ed equiparati (articolo 67 DPR 1092/1973) questa inabilità può anche essere parziale non precludendo la possibilità di continuare a svolgere il rapporto di impiego.
@Maria Grazia può richiedere la pensione di inabilità per causa di servizio poiché questa non prevede un requisito minimo di servizio ed infatti anche una manciata di giorni, come uno solo, di lavoro danno diritto alla prestazione che ha, infatti, carattere risarcitorio e quindi diverso rispetto ai requisiti necessari per la pensione ordinaria che ha carattere retributivo rispetto all’anzianità di servizio. Aggiungo che la Corte dei conti si è pronunciata sul rapporto tra le due pensioni chiarendo che “l’infermità contratta per causa di servizio non fa sorgere un diritto a pensione distinto e separato da quello che nasce dall’anzianità di servizio, ma soltanto ne anticipa la realizzazione senza attendere il compimento dei limiti di età e di servizio” (Corte dei conti s.r. 525/A del 27/1/1987)
@Stefano le consiglio di consultare, documenti alla mano, un legale e farsi consigliare su un eventuale ricorso.
@Riccardo il presupposto del trattamento pensionistico privilegiato è la presenza di una menomazione che sia causa unica della risoluzione del rapporto di lavoro e tale da rendere inidonei in modo assoluto a qualsiasi impiego e mansione (art. 15 terzo comma del DPR 461/2001).
@Paolo il mancato riconoscimento della causa di servizio impedisce l’adozione degli atti necessari per la concessione di trattamenti pensionistici (art. 15 comma 3 del DPR 461/2001).
@Ciro si consulti, documenti alla mano, con un legale.
@Antonio Giorgianni l’infermità cardiaca è considerata ad eziologia incerta, in alcune pronunce in tema di infermità cardiaca il giudice amministrativo ha sostenuto che l’esistenza di un fattore costituzionale non esclude da solo la rilevanza dell’incidenza causale ma non è nemmeno sufficiente richiamare la frequenza con cui la patologia è collegata a lavori usuranti, poiché va provata la correlazione con l’azione intensa del servizio. Scriva all’amministrazione per sapere a che punto è la sua pratica.
@Marco si consulti, documenti alla mano, con un legale
@Iole da quello che scrive è fuori termini per la riversibilità.
@Patrizia di regola si può rescindere da qualunque contratto, salvo i casi in cui si è costretti a ricorrere ad un giudice. Per quanto riguarda le prestazioni professionali queste sono anche governate dal rapporto di fiducia che lega il cliente al professionista. Di norma al venir meno del rapporto di fiducia vengono meno anche i presupposti dell’affidamento dell’incarico.
@Mario se lei risulta idoneo al servizio non ha diritto alla pensione privilegiata, dal momento che presupposto per quest’ultima è la presenza di una menomazione che sia causa unica della risoluzione del rapporto di lavoro e tale da rendere inidonei in modo assoluto a qualsiasi impiego e mansione (art. 15 terzo comma del DPR 461/2001). Il beneficiario dell’equo indennizzo può presentare domanda di revisione dell’indennizzo per aggravamento entro cinque anni dalla comunicazione o notifica del provvedimento di concessione ma per una sola volta. Per le fasce di riconoscimento dell’equo indennizzo gli scaglioni sono 5 così ripartiti: la prima fascia corrisponde una invalidità dal 15% al 35%, per la seconda dal 36% al 49%, per la terza dal 50% al 65%, per la quarta dal 66% al 79% e per la quinta dal 80% al 100%.
Gentilissimo Avvocato, avrei bisogno di una risposta. Io sono un Ex Carabiniere aurollato nell’Arma il 06.06.1984 ,ed posto in congedo per riforma con priveleggiata di servizio in data 01.03.2006. con il grado di Appuntato. In data 10.10.2008, a causa di una condatta di 4 mesi passata ingiudicata ed in revocabile, riuniva la comissione militare dei Carabinieri e mi contestavano la perdita del grado in base ad articoli di legge 37 e 60 del regolamento militare dell’anno 1954 nr 599, nonchè mi riferivano che avrei avuto la sospenzione della pensione pagata regolarmente dall’istituto inpdap di Verona . ora io mi chiedo ma se questi articoli di legge negli anni a venire sono stati dichiarati inlegittimi come ben si sa come posso farmi decadere la pensione e la riforma a vita con l’ecoindenizzo e corretta la giustizia su questo caso e poi all’art 256 del testo unico . un diritto acquisito non si po togliere lei puoi aiutarmi ad trovare una soluzione in quanto l’ente INPDAP non mi retribusce piu la pensione ed inoltre dice che rivuole le pensione date a me passate sono dichiarate inlegali e devo essere risarciti ma io nel Arma dei Carabinieri Hoi prestato servizio per 26 anni ed congedfato per riforma di Malattia come posso fare questo attento un suo riscontro ringraziando anticipatamente Giuseppe De Francesco
( pisico@hotmail.it)
@Giuseppe la materia è complessa le consiglio di raccogliere la sua documentazione e di andare a parlare con un professionista.
Egregio Avv.
Una pensione privilegiata di 5^ categoria, a quanto corrisponde di percentuale di invalidità ?
La ringrazio
Ciro
Gentile Avvocato sono un Assistente della Polizia Di Stato Riformato e con una pensione minima avendo 24anni di servizio.
ho avuto qualche causa di servizio riconosciuta.
Dopo 9 anni mi e’ arrivata questa lettere dal Ministero
Oggetto:Riliquidazione trattamento privilegiato
con riferimento alla pratica relativa al beneficio indicato in oggetto si comunica che il decreto di riliquidazione pensione privilegiata in applicazione alla legge 539/50 e’ stato trasmesso il 12 dic 2008 il quale lo spedira alla corte dei conti per il riscontro successivo e una copia inpdap alla fine liquidazioni dovute.
fine
Vorrei sapere ho ottenuto la pensione privilegiata?
e se si cosa devo fare per non far passare ancora 9 anni per usufruirne?
La ringrazio e la saluto.
Massimo
@Ciro
1^ Categoria = 90>100% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
2^ Categoria = 80>90% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
3^ Categoria = 70>80% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
4^ Categoria = 60>70% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
5^ Categoria = 50>60% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
6^ Categoria = 40>50% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
7^ Categoria = 30>40% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
8^ Categoria = 30% ex art. 67 comma 2° DPR 1973/1092
@Massimo ha ottenuto con decreto la rideterminazione del trattamento dovrà attendere la Corte dei Conti.
cioe? ho ottenuto la pensione privilegiata????
grazie
Egregio Avv.
Sono un ex caporale vfb dell’esercito.L’anno 2004 mentre svolgevo attivita’ fisica in caserma mi sono infortunato presentando la distorsione della caviglia e la frattura del v metatarso,mi e stata riconosciuta la causa di servizio mod.c dalla c.m.o di caserta,mi hanno assegnato la tabella B misura MASSIMA ma e priva di categoria.Cosa significa tabella b misura massima?.Dopo 85 giorni di convalescenza sono rientrato in caserma con giudizio IDONEO.Ho diritto all’equo indenizzo o alla pensione privilegiata?
2° caso. Il mese di aprile 2005 mentre prestavo servizio a roma sono stato ricoverato per tachicardia,mi sono operato ma purtroppo mi hanno prosciolto perche’non avevo piu’ l’idonieta’ psico-fisica e non mi hanno riconosciuto la causa di servizio,e in piu’ non mi hanno retribuito i mesi di convalescenza.In questo caso cosa dovrei fare e cosa mi aspetta?
grazie e complimenti per quello che fa per noi
Egregio Avv.
Le vorrei chiedere,se un’appartenente alla Polizia di Stato,nel 1992,e stato destituito,con un’anzianità di servizio pari ad anni 20.-Se ha diritto a pensione-
Se si in base a quale legge previgente ?
La ringrazio
Ciro
Salve,percepisco una pensione tabellare per una rottura dello scafoide carpale. la mia domanda è:dato che il citato osso è ancora rotto è dolorante ,in caso di un intervento chirurgico a chi mi devo rivolgere per una futura spesa ?
GRAZIE. Nicola
Gentile Avvocato,
sono un brigadiere della Guardia di Finanza in pensione, riformato in data 03/12/2006 con la 4^ categoria per la infermità di “ Cardiopatia Ischemica con pregresso IMA” per la quale mi è stata riconosciuta la pensione privilegiata dovuta a causa di servizio. In data 30/09/2008, la CMO di Roma-Cecchignola avendomi convocato per un’altra causa di servizio che era in corso mi ha ascritto una 8^ che facendo cumulo con la 4^ mi è stata assegnata una 3^ categoria. Attualmente percepisco la pensione inerente ai 34 anni di servizio effettivi prestati nella G. di F. ed ho beneficiato dalla liquidazione spettatomi. Volevo Chiederle , a livello economici mi può delucidare in merito ai benefici che dovrò usufruire per la privilegiata e liquidazione?
La ringrazio e la Saluto cordialmente.
Alessandro
egregio avvocato,mio marito,ufficiale della marina militare e’ morto di tumore (mesotelioma pleurico).La pratica per il riconoscimento della causa di servizio si trova presso il ministero del tesoro ,verra’ “trattata “entro questo mese.Puo’ spiegarmi,gentilmente cosa devo fare ?Il ministero Marina (persomil)riconosce e elargisce quello che spetta o bisogna presentare domanda?
Grazie
patrizia
@Massimo si
@Antonio la Tabella B si occupa lesioni/infermità che incidono sulla capacità lavorativa sotto il minimo della Tabella A. Le infermità/lesioni ascritte alla Tabella B sono indennizabili. Per il resto deve consigliarsi, documenti alla mano, con un medico ed un legale.
@Ciro nei casi di destituzione si ha diritto al trattamento di quiescenza ordinario.
@Nicola si consulti con un medico e con un legale
@Alessandro, occorre vedere la sua documentazione si rivolga ad un professionista che la saprà consigliare.
Patrizia mi dispiace
. Se verrà riconosciuta la causa di servizio a suo marito dovrà fare domanda, in qualità di coniuge, per beneficiare del trattamento pensionistico privilegiato di riversibilità. Le ricordo alcune cose, se il decesso è conseguenza della causa di servizio il regime giuridico sarà quello per le pensioni di guerra ex articolo 92 del dpr 1092/1973. Inoltre, la domanda per ottenere la riversibilità dovrà essere presentata entro il termine di 5 anni dal decesso al competente ufficio provinciale dell’Inpdap ex articolo 14 comma 6 legge 274/1991.
Gentilissimo Avvocato, ho trovato per caso il suo blog e l’ho trovato meraviglioso. Uomini come Lei sono pochi al giorno d’oggi sulla terra e tutto ciò lo dico in sincerità. La prego di porre un occhio sul mio caso. Ho svolto servizio nell’Arma dei Carabinieri in qualità di Carabiniere Effettivo dal 02/02/1994 al 27/08/1998. La data del congedo è fittizia (congedato in patria)in quanto lo scrivente non è mai rientrato in servizio ma continuato regolarmente la propria malattia ,riconosciuta sempre dalle varie C.M.O. Ospedali Militari Di Caserta (CE), Brescia e Milano (MI) sino al mese di Gennaio 1999. L’anno 1997 inoltra regolare richiesta al competente Servizio Amministrativo Comando Regione Carabinieri Lombardia Milano via V. Monti Richiesta Causa di Servizio con conseguente Equo Indennizzo e Ascrizione a Pensione Privilegiata Ordinaria per Ernie Discali L4-L5 L5-S1 C3-C5 + Sindrome Ansiosa Depressiva. Dopo il congedo fittizio e molti anni di richieste ai vari Organi Militari, Ospedali Militari e Capo dello Stato su che fine avesse fatto la mia pratica finalmente vengo chiamato a I Visita (pensi) dalla C.M.O. Ospedale Militare di Milano in data 14/07/2006, al Comandante del centro tutto il ritardo gli sembrava così assurdo. In data 26/01/2007 2° visita presso C.M.O. Ospedale Militare di Milano e mi viene Riconosciuta Infermità Disturbo d’Ansia NAS in Pregresso Allegato Disturbo dell’Adattamento con Ansia e Umore Depresso Giudizio ai fini Equo Indennizzo e Pensione Privilegiata Tabella A Categoria 7 Assegno Rinnovabile in anni 4 Suscettibile di miglioramenro SI. Il Ministero della Difesa Direzione Generale delle Pensioni Militari V.le Dell’Esercito 186 – 00143 Roma II° Rep. 5^ Div. Direttore di Sezione Dott.ssa Roberta DE MARIA richiede Accertamenti sanitari per rinnovo o definitivi chiedendo nella lettera in sintesi” A seguito del Parere espresso da questa C.M.O. con Verbale Modello ML/B n……… questo Ministero concederà l’assegno privilegiato ordinario di 7^ Ctg dal 27/08/1998 al 26/08/2002 per l’infermità di cui al succitato verbale.Ciò premesso, si dispone che l’interessato sia sottoposto ad accertamenti sanitari definitivi al fine di stabilire se ed a quale categoria di pensione siano ascrivibili gli esiti suddetta infermità a decorrere dal 27/08/2002 tenedo in conto particolare che, ove l’infermità di cui trattasi sia giudicata non suscettibile di miglioramento alla data di scadenza del presente assegno spetta pensione vitalizia (art. 5 L. 26 gennaio 1980, n. 9 e degli art. 172,174,175,176 e 181 del D.P.R. 29 dicembre 1973 n. 1902).In data 29/04/2008 sootoposto alla 3° visita dala C.M.O. Ospedale Militare di Milano ( visita ad acqua di rose come le tutte) con seguente diagnosi: App. Gerardo Antonucci NON IDONEO PERMANENTEMENTE AL SMI E AL SERVIZIO D’ISTITUTO IN MODO ASSOLUTO DA PORRE IN CONGEDO ASSOLUTO, DISTURBO D’ANSIA NAS IN PREGRESSO ALLEGATO DISTURBO DELL’ADATTAMENTO CON ANSIA E UMORE DEPRESSO, GIUDIZIO EQUO INDENNIZZO E PENSIONE PRIVILEGIATA TABELLA A CATEGORIA 7 NON SUSCETTIBILE DI MIGLIORAMENTO ASSEGNO RINNOVABILE IN ANNI. A tutto oggi Gentile Avvocato Iezzoni, lo scrivente, oltre a non aver visto alcun assegno, ha avuto comunicazione dal Ministero della Difesa II° Rep. 5 Div. Roma, dal Capo dello Stato che è atteso parere dal Comitato di Verifica per le cause di Servizio. Io tuttavia penso, avendo 40 anni, precario, coniugato con un bimbo di nove anni, casa in affitto e con la crisi attuale economica che il Comitato alla fine (ha ordine) di trascinare acqua al proprio mulino. Da molti ex colleghi (CC, Ps. G.d.F) e molti altri ho sentito storie assurde. Alla fine il Comitato che si riunisce quando vuole e ne ha voglia, su 100 pratiche si e no ne approva 5. Dovremmo essere al 2009 in Europa, in Democrazia, tutelati dallo Stato ma tutte queste sono e saranno soltanto parole. Io so che se tornassi indietro andrei a fare l’operatore ecologico, sarei più rispettato, ammirato e soprattutto mi sentirei realizzato. Non me ne vogliano a male gli ex colleghi, ammiro l’Arma dei Carabinieri, ancora oggi darei la vita per l’Arma, le Istituzioni di Stato, mi considero un cittadino Italiano, che rispetta la Costituzione e la Legge tuttavia allo stesso modo non veniamo considerati tali. La prego di una sua Illustre risposta al mio calvario e nel caso di un parere negativo del Comitato di Verifica (spero di no) indicarmi il cammino a chi rivolgermi. A tutto oggi sono in cura presso il Centro D.S.M. Ospedale Civile di Mantova (non sono pazzo), con cure neuro psichiatriche e farmaci, pensi che nel centro sono in cura molti militari in servizio, Polizia Municipale, Statali etc. per le forme di ansia e depressione. Le Auguro una rosea carriera inviandoLe cordiali saluti. Gerardo.
eegregio avvocato,sono un militare della Guardia di Finanza.
nell’anno 1995 mi è stata riconosciuta la causa di servizio “DUODENUTE BULBARE IN ESITI DI PREGRESSA LESIONE ULCERATIVA” ascritta alla tabella “A” categoria 8^ misura “MINIMA”;
nell’anno 2005 mi è stata riconosciuta la causa di servizio “DISCO ARTROSI CERVICALE” iscritta alla tabella “A” categoria 7^ misura “MINIMA”.
Nel corso del 2010 potrò essere collocato in congedo.
Il quesito che Le pongo è il seguente: le due cause di servizio riconosciutemi danno diritto a percepire una pensione privilegiata?
Se “SI” quanto sarà l’importo dell’assegno mensile?
grazie.
Elio.
@Gerardo Antonucci nel caso di esito negativo della sua pratica dovrà necessariamente consultarsi con uno studio legale per valutare la fattibilità di un ricorso
@Elio, come ho scritto più volte, presupposto per la pensione privilegiata è la presenza di una menomazione che sia causa unica della risoluzione del rapporto di lavoro e tale da rendere inidonei in modo assoluto a qualsiasi impiego e mansione (art. 15 terzo comma del DPR 461/2001).
Egregio avvocato,sono un ass.capo della polizia penitenziaria in quiscenza per riforma,nel mese di luglio 1998 dopo quasi 21 anni di servizio vengo riformato dalla cmo per causa di servizio con 6 categoria tab.A, il comitato di verifica (ROMA) riconosce la dipendenza e mi viene liquidata la ppo e l’equo indennizzo di 6 categoria misura minima. nel dicembre 2008 a seguito di domanda di aggravamento vengo convocato dalla cmo e mi viene riconosciuta la 1 PRIMA categoria tabella A PER SI RISCONTRATO AGGRAVAMENTO,a questo punto mi reco al D.A.P, (ROMA) PER LA RILIQUIDAZIONE DELLA PPO E DELL’EQUO INDENNIZZO E MI DICONO CHE LA BASE DEL NUOVO CALCOLO DELL’EQUO INDENNIZZO VERà SEMPRE FATTO ASSUMENDO COME BASE DI CALCOLO LA DATA DEL 1995 DELL’EPOCA RISALENTE A QUANDO IO AVEVO PRESENTATO DOMANDA E NON LA DATA DEL 2008 DELL’AGGRAVAMENTO SOPRAVVENUTO ,ORA IO DICO QUESTA OPERAZIONE DOVUTA NON GIà AD UN’ESPLICITA NORMA LEGISTLATIVA MA SOLO AD UNA INTERPRETAZIONE SOGGETTIVA E DI COMODO,OSSIA UN MODO PER POTER EROGARE MENO RISARCIMENTO POSSIBILE ALL’INTERESSATO,E PER IL SOTTOSCRITTO E UNA COSA ILLEGITTIMA ED INACCETTABILE,PERCHE IN MERITO VI SONO VARIE SENTENZE DEL T.A.R CHE MI DANNO RAGIONE MA LORO AL D.A.P DI ROMA FANNO ORECCHIE DI MERCANTE E MI DEVONO FAR SPERPERARE DENARO CHE NON HO ANDANTO DIETRO AGLI AVVOCATI PREVIDENZIALI.SECONDO PROBLEMA AGLI INVALIDI PER CAUSA DI SERVIZIO DI PRIMA CATEGORIA TAB A. SPETTA PER LEGGE (ISA)INDENNITA SPECIALE ANNUA FACENDO APPOSITA DOMANDA PRESSO L’INPDAP DELLA PROPIA PROVINCIA MA LA RESPONSABILE DELL’UFFICIO PENSIONI DI SIRACUSA SIGNORA P.,MI DICE CHE NON ESISTE QUESTO ASSEGNO ACCESSORIO E CHE NON DEVO INSISTERE E CHE PER LEI MI POSSO ANCHE RIVOLGERE AD UN LEGALE.ORA DICO IO MA E MAI POSSIBILE CHE I DIRITTI DI NOI POVERELLI INVALIDI PER SERVIZIO LI DOBBIAMO OTTENERE CON I LEGALI E SPERPERARE DENARI ANDANTO INDIETRO E AVANTI AGLI AVVOCATI PER OTTENERLI,.VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LE RISPOSTE.NB NON MI E STATA RICONOSCIUTO ALLO STATO ATTUALE L’ASEGNO ACCESORIO DELLA LEGGE 539. INOLTRE AVEVO FATTO DOMANDA PER L’ASSEGNO DI INCOLLOCABILITA NEL 1998 DA QUANDO FUI RIFORMATO E ORA L’UFFICIO DI COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO DELL’AMINISTRAZIONE PENITENZIARIA (ROMA) MI RISPONDE CHE ORAMAI DATO CHE MI E STATA RICONOSCIUTA LA PRIMA CATEGORIA TAB A DAL 2008 MI VERRà INQUADRATO SULLA RILIQUIDAZIONE DELLA NUOVA PENSIONE,MA IL VUOTO CHE HANNO CREATO DAL 1998 AL 2008 COME ASSEGNO DI INCOLLOCABILITà CHI ME LO PAGA?(l’ufficio DI MEDICINA LEGALE del medico provinciale a riconosciuto si l’asegno di incollocabilita dopo accertamenti medici con commissione)A DIMENTICAVO IL DIPARTIMENTO NON MI HA NEANCHE INQUADRATO L’BBREVIAZIONE DEI 2 ANNI DI ANZIANITA PER RIFORMA DI 6 CATEGORIA TAB A…… ALL’EPOCA CHE SI VERIFICò L’INVALIDITà avvocato MI CREDA SONO STANCO DI FARE VIAGGI A ROMA PRESSO IL D.A.P E RITORNARE A CASA SEMPRE CON LA BOCCA AMARA…ORA se lei mi vuole aiutare le sono grato
Egregio Avvocato,
Ad un anno e quattro mesi dalla graduatoria finale ,(affissa in data 24 Settembre 2007), di un corso-concorso per riqualificazione verticale nell’Agenzia Industrie Difesa, è possibile impugnare la citata graduatoria ed avvalersi di titolo di preferenza a parità di merito come da art. 5, comma 4, n. 4 del D.P.R. 9 Maggio 1994 n. 487, in quanto ascritto all’ 8a cat. Tab. A dei mutilati ed invalidi per servizio ?
N.B. – Sulla domanda non è stato riportato il possesso del titolo di preferenza;
– Lo stesso titolo non è stato prodotto entro i termini previsti dalla normativa;
– La domanda per l’ammissione al corso-concorso prevedeva il possesso dell’idoneità fisica
alla mansione inerente la qualifica professionale di “Operatore della sicurezza” ,come altresì
previsto dal sopra citato D.P.R. all’art. 2 comma 3 e dal Verbale di concertazione per le
progressioni verticali tra le aree del 25 Gennaio 2005, art 1 lettera b ;
– Alle visite periodiche ,come previsto dal Dlgs. 626/1994 art. 16 e 17 e dal Dlgs. 9 Aprile
2008 n. 81, art 18,art. 41, è stato sempre ritenuto idoneo alla qualifica.
– Lo stesso è stato ritenuto idoneo per il conseguimento della patente militare Mod. 3 con
Ab. Sp. per autoveicolo Antincendio (Autopompa)
Gli ultimi tre punti non sono in contrasto con l’invalidità per causa di servizio come titolo di precedenza ?
Grazie
Gentile avvocato,
mi sono rivolta molte volte a Lei per chiedere consigli ,la ringrazio per questo sito che aiuta le persone “comuni”,come la sottoscritta,ad avere un interlocutore che non risponde evasivamente.La malattia e’ una bestia feroce che ti mette all’angolo della vita.:La Burocrazia e’ un mostro Fatto di gomma ..Grazie
La disturbero’ ancora..
Patrizia
mi chiamo maurizio vorrei u suggirimento io ero militare in servizio breve. svolgevo missione umanitaria all’estero durante qusta missione o avuto un incidente. precisamente mi sono rotto il setto nasale.da li o fatto la causa di servizio ed mi e stata accettato poi o avuto dei vari interventi .dopo un po o richiesto equo intennizzo e agravamento che sono state riconosciuti.il problema e che io dal 2000 fino ad ora che siamo al 2009 no o recepito nessuno proposta liquidazione come mi devo comportare
gentile avvocato,
la mia storia comincia nel ottobre del 1984 quando venni arruolato dall’arma dei carabinieri a domanda quale carabiniere effettivo in f.v. a seguito di varie vessazioni subite durante il servizio militare nell’arma sia nel periodo di formazione prestato (7 mesi e 20 giorni) in Roma sia nel periodo di servizio effettivo prestato in prov. di Cremona stazione di [...] mi sono via via ammalato di sindrome depressiva con spunti fobici ossessivi. A mia richiesta fui mandato presso l’ospedale militare di Milano “Baggio” il quale mi riscontrò tali patologie e mi collocò a convalescenza. In eguito la convalescenza continuò presso l’ospedale militare di Napoli, il quale dopo varie licenza di convalescenza mi riformava con la seguente patologia “art 41 sindrome nevrotica in personalità fragile”. Tale patologia al momento non mi fù riconosciuta dipendente da causa di servizio stranamente visto che avevo superato tutti i test e le visite mediche in sede di arruolamento e poi ancora visite mediche per il concorso che avevo fatto quale sottufficiale nell’arma stessa. Proposi domanda per essere riconosciute quelle patologie quali malattie contratte in servizio e quindi causa di esso e fui richiamato a visita dalla cmo di napoli che dopo una lunga serie di accertamenti sanirtari infine emise verbale di riconoscimento delle malattie per le quali ero stato riformato. nell’anno 1992 fui chiamato in visita di controllo dal I.M.L. di Roma e feci un colloquio con un Ufficiale della marina senza effettuare alcuna visita neurologica o di controllo. Da premettere che la causa di servizio mi era stata riconosciuta in data 1/10/1990. A tutt’oggi non ho mai ricevuto nulla nessun verbale di diniego o di accoglimento nonostante le mie ripetute richieste. Vorrei conoscere cosa ne pensate di questa storia la mia malattia tutt’ora è seriamente peggiorata e sono in grave difficoltà anch ad affrontare il normale lavoro. sono in cura presso un centro di salute mentale della mia zona e tutt’oran
non so come comportarmi gentile avvocato mi faccia luce su questo dilemma le premetto che se non risolvo il problema mi rivolgerò senz’altro agli organi di stampa al fine di far valere tutti i miei diritti per questa vicenda. La ringrazio affettuosamente
carmine pastena
Egreggio avvocato, dopo aver visitato il suo sito mi sono reso conto che lei può darmi una mano, sarò breve ma spero che lei sia onesto e realista con me. Il 2 dicembre scorso mio Fratello “M.LLO Capo Della G DI F” si è suicidato nell’ufficio ove prestava servizio. Sono sicuro che il motivo che lo ha spinto a tanto e riconducibile alla stress provocatoli dalla mole di lavoro e dall’ambiente malsano di quell’ufficio. Sono state rinvenute delle lettere che motivano tale gesto e queste sono riconducibbili ai colleghi con i quali prestava servizio.Il caso si è aperto per art.580 C.P ma nei confronti di ignoti,sulle lettere sono stati fatti i Cognomi e Nomi di quattro colleghi, e i motivi per il quale attribuisce loro la “colpa” del suo gesto,le chiedo questo è normale? Il caso è stato archiviato, come posso fare per riaprirlo?Ho qualche possibilità visto che vado a scontrarmi con un corpo cosi’ importante? La prego di aiutarmi, sono già stato da un Avvocato che in poche parole mi ha fatto capire che non ne valeva la pene, io sono convinto del contrario, ma non ho la formazione giusta per farmi valere…Mi dia un consiglio.Sentiti saluti, con stima Massimo
@Maurizio Scandicci non ci sono molte cose da dire si deve rivolgere direttamente ad un legale o per tramite del sindacato, la questione è così e non serve girarci intorno. E’ una risposta che sicuramente non le piacerà ma è l’unica risposta utile che, anche deontologicamente, mi è doveroso darle.
@Mario le sono scaduti i termini per impugnare la graduatoria.
Egregio avvocato,
ieri ho saputo ,telefonando al comitato di verifica ,che la pratica di mio marito ,riguardante il riconoscimento della causa di servizio ,era stata inviata a persomil in data 17 dicembre 2008,mio marito e’ deceduto il 25 -01-2009.Prima di morire ha chiamato persomil ,per avere notizie gli hanno risposto che non sapevano niente ,che doveva avere “pazienza”.Sensibilita’ZERo.Gli hanno negata la soddisfazione di avere GIUSTIZIA.,di vedersi riconosciuta la causa di servizio che gli ha portato tanta sofferenza e la Morte.Mi sono sentita presa in giro,offesa dal comportamento inumano avuto nei confronti di una persona che ha perso la salute per lavoro e non stava elemosinando .A me,dopo che ho detto loro cosa pensavo del loro comportamento ,hanno detto che non era colpa loro,eppure bastava digitare sul computer il nome di mio marito per vedere la pratica.La mia rabbia e’ enorme.
Secondo Lei ,visto il parere favorevole del comitato quanto impiegheranno ,questi signori,a chiudere la pratica?premetto ,che a noi per conoscenza non e’ mai arrivato niente.Come mi devo comportare?
Grazie Patrizia
@Maurizio si informi sullo stato della sua pratica. Le ricordo, ai sensi dell’articolo 14 comma 5 del DPR 461/2001, che il provvedimento, sulla istanza di liquidazione dell’equo indennizzo, è adottato entro 20 giorni dal ricevimento del parere del comitato di verifica e che il diritto alla corresponsione dell’equo indennizzo diventa liquido ed esigibile a partire dal giorno in cui l’Amministrazione adotta il provvedimento di concessione dello stesso ma è materialmente liquidato nel minor termine di 30 giorni da quella data o nel maggior termine indicato nel regolamento adottato dall’Amministrazione ai sensi della legge 241/1990 (novellata dalla legge 80/2005).
@Carmine agisca come meglio crede e ritiene opportuno, sarebbe forse il caso che, documenti alla mano, si faccia prima consigliare da un professionista.
@Massimo una archiviazione non impedisce di proporre una nuova denuncia, se il collega, che ha avuto modo di conoscere meglio il suo caso, le ha prospettato un tale quadro evidentemente devo ritenere che avesse le sue buone ragioni.
Gent.mo Avvocato,
sono un ex ispettore G.di F. collocato in quiescenza per riforma (NON idoneo al servizio militare e Si idoneo al servizio civile) – per infermità allo stato non riconosciuta causa di servizio.
Gradirei conoscere il Suo autorevole parere in merito al campo di applicazione dell’art. 19 del DL 112/2008, in materia di cumulo tra i redditi di lavoro e la pensione.
Mi è stato infatti riferito che la mia pensione sarebbe equiparata alla pensione di invalidità (istituto, quest’ultimo, che ha precise fonti normative che ne delimitano la casistica). Equiparazione che renderebbe tuttora applicabile il divieto parziale di cumulo, resistendo alla liberalizzazione sancita con il DL 112/2008.
E’ di tutta evidenza che una siffatta classificazione è foriera di sicuro nocumento per coloro che, essendo stati riformati per infermità non dipendente da causa di servizio, percepiscono una pensione commisurata esclusivamente agli anni di contributi versati.
Al riguardo nessuno, fino ad oggi, ha però saputo indicare le norme, ovvero indirizzi giurisprudenziali, che indurrebbero a ritenerla sussistente.
Per quanto mi è dato conoscere, infatti, l’art. 52 del DPR 1092/1973 dispone che al militare che cessa dal servizio spetti la PENSIONE NORMALE.
Peraltro, la pubblicazione “Il trattamento pensionistico del personale militare” edita nel novembre 1999 dalla G.di. F., alla pagina 6 testualmente recita:
1. Pensionamento di vecchiaia – è il trattamento di quiescenza spettante ai dipendenti cessati dal servizio per:
- compimento dei limiti di età previsti per il collocamento a riposo d’ufficio;
- riforma/infermità (cfr., in tema pensionistico, gli artt. 42,52 e 64 del D.P.R. 1092/73 -all. 5 cui, coerentemente, fanno complemento le disposizioni in tema di stato giuridico del personale date dagli artt. 45 e segg. della L. 113/54 per gli ufficiali, gli artt. 28 e segg. della L. 599/54 per i sottufficiali e gli artt. 17 e segg. della L. 833/61 per il restante personale…
Nel ringraziarLa anticipatamente, desidero formulare i più cordiali saluti.
Ignazio
Gent.mo Avvocato
facendo seguito al mio post del 21 feb ore 17.43, La prego di scusare se, a causa di un errore nel copia-incolla, il penultimo paragrafo (prima dei saluti) manca delle seguenti righe:
Inoltre, l’art. 1. comma 32, della legge n. 335/1995 prevede che “Le previgenti disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza dei trattamenti pensionistici di anzianità continuano a trovare applicazione nei casi di cessazione dal servizio per invalidità derivanti o meno da cause di servizio”.
Al riguardo, la Direzione Generale per le politiche previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con nota all’INPS del 13.10.2004 ha precisato, tra l’altro, che “l’art. 1, comma 32, della legge n. 335/95 ha fatto espressamente salve le previgenti disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza dei trattamenti pensionistici di anzianità, nei casi di cessazione dal servizio per invalidità…”
Cordialissimi Saluti.
Ignazio
@Patrizia l’articolo 14 del DPR 461/2001 recita: “l’Amministrazione si pronuncia […] entro venti giorni dalla data di ricezione del parere […] entro lo stesso termine […] ha l’obbligo di richiedere ulteriore parere al Comitato, che rende il parere entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta […] l’Amministrazione adotta il provvedimento nei successivi dieci giorni […] ed è comunicato […] all’interessato nei successivi quindici giorni”. Purtroppo nella pratica i tempi non vengono rispettati.
Gent.mo Avvocato Iezzoni,
purtroppo tale (a mio avviso insussistente) equiparazione trova applicazione presso l’INPDAP che, in data 28.11.08, ha emanato la nota operativa nr. 48 del 28.11.08, il cui 4° cpv recita:
“”"L’abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi da lavoro non rileva nei confronti dei titolari delle pensioni ai superstiti delle pensioni di invalidità. Per gli iscritti a questo Istituto nella locuzione “pensioni di invalidità” rientrano i trattamenti derivanti da dispensa per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni (articolo 13 della legge n. 274/1991), le pensioni di infermità (articolo 42 del DPR 1092/1973) nonché i trattamenti pensionistici di privilegio.”"”
Al riguardo ritengo che la locuzione “dispensa per inabilità assoluta e permanente … alle mansioni” sia solo il frutto di un estensione interpretativa non supportata dalle norme ivi richiamate.
A mio avviso il testo del richiamato art. 13 L. 274/1991 circoscrive l’inidoneità ai soli casi in cui essa sia “assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro” mentre non risulta, neanche implicitamente, che la pensione di inidoneità – e relativi benefici – sia concessa ai lavoratori giudicati non idonei alla mansione e, men che meno, ai militari giudicati non più idonei al servizio permanente militare.
Peraltro, agli effetti della citata legge, si considerano mutilati ed “invalidi” civili i cittadini … che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo.
Nondimeno, l’art. 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222 (entrata in vigore il 1° luglio 1984) che ha istituito l’assegno ordinario di invalidità, individua e limita l’istituto, considerando (art. 1, comma 1), per il conseguimento del diritto all’assegno … l’assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, a meno di un terzo”.
Al fine di meglio delineare la specificità – e relativo ambito di applicazione – delle provvidenze testé richiamate, ritengo possa giovare evidenziare che:
il riconoscimento dell’inidoneità a qualsiasi proficuo lavoro, dà titolo a godere di una pensione ben più favorevole rispetto a quella calcolata sulla base del periodo contributivo maturato.(art.2 , comma 12, legge 8.8.1995, n.335) giacché, riconoscendo figurativamente maturato il massimo ammontare contributivo, persegue il fine di tutelare coloro i quali si trovano, in modo assoluto, nelle condizioni di non poter proseguire la loro vita contributiva;
d’altro canto, l’assegno di invalidità è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per ulteriori periodi triennali a condizione che la riduzione della capacità lavorativa permanga al di sotto del limite di legge;
Cionondimeno, mi permetto di esplicitare le ulteriori importanti argomentazioni che mi inducono a ritenere come la Circolare INPDAP contenga interpretazioni oltremodo estensive.
Mi riferisco, in particolare, al precetto contenuto nell’art. 32 della Legge 8 agosto 1995, n. 335 che testualmente recita:
“ Le previgenti disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza dei trattamenti pensionistici di anzianità continuano a trovare applicazione: nei casi di cessazione dal servizio per invalidità derivanti o meno da cause di servizio.”
Al riguardo, la Direzione Generale per le politiche previdenziali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con nota all’INPS del 13.10.2004 ha precisato, tra l’altro, che “l’art. 1, comma 32, della legge n. 335/95 ha fatto espressamente salve le previgenti disposizioni in materia di requisiti di accesso e di decorrenza dei trattamenti pensionistici di anzianità, nei casi di cessazione dal servizio per invalidità…”
Quindi nel caso di specie, la norma che, a mio avviso, dovrebbe continuare a trovare applicazione è l’art. 52 del DPR 1092 del 1973 il quale, per l’appunto, recita:
Diritto al trattamento normale.
L’ufficiale, il sottufficiale e il militare di truppa che cessano dal servizio permanente o continuativo hanno diritto alla pensione normale se hanno raggiunto una anzianità di almeno quindici anni di servizio utile, di cui dodici di servizio effettivo.
Peraltro, il precetto di cui sopra (art. 52 DPR 1092/1973) formulato per il dipendente militare è ampio, giacché vale per qualsiasi causa di cessazione (fatti salvi i casi di decadenza o perdita del grado).
Non contiene, infatti, le precisazioni limitanti che si rinvengono, invece, nell’analoga disposizione per il dipendente (pubblico) civile (art. 42 DPR 1092/1973) che sancisce il diritto alla pensione normale solo nei casi di cessazione per limiti di età o invalidità.
Qualora si condividano siffatte argomentazioni, che mi inducono a ritenere erronea la classificazione operata dall’INPDAP, si dovrebbe del pari convenire che la pensione normale erogata al dipendente militare che cessa dal servizio per invalidità (dipendente o meno da causa di servizio) debba classificarsi come pensione di anzianità e pertanto cumulabile con altri redditi per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 19 del DL 112/2008 convertito con modificazioni nella legge 133/2008.
Certo in un suo Cortese cenno di riscontro, voglia gradire i più Cordiali Saluti
Ignazio Pinna
@Ignazio innanzi tutto i commenti sul blog, per ragioni di sicurezza, sono in moderazione e non vengono pubblicati istantaneamente. Occorre avere pazienza. Per il resto da quale fonte ha dedotto che vi è una equiparazione alle pensioni di invalidità? Io so che già in precedenza, quando si è parlato di possibilità di cumulo, le pensioni di anzianità e quelle di invalidità sono state equiparate a quelle di vecchiaia a partire dal 1° giorno del mese successivo al compimento dell’età pensionabile e così anche per la cosiddetta pensione di vecchiaia a domanda ex art. 2, comma 21, della legge n. 335/95.
Egregio Avv.
Ho chiesto il riconoscimento di una causa di servizio,per due infarti fatti dopo dopo il congedo-
Ho trovato qualche sentenza della Corte dei Conti,la quale ha riconosciuto che l’infarto può essere riconosciuto come causa di servizio se vi e un nesso eziologico-Le sentenze riguardano 2 vigili urbani-
La corte ha ritenuto valido,il fatto delle esposizioni all’addiaccio ed al sole con sbalzi di temperatura,posso provocare uno stresso tale da determinare l’infarto-
La domanda che le pongo e la seguente-Queste due sentenze possono far testo ? Ho vi altra giurisprudenza che afferma l’infarto e causa di servizio.-
La ringrazio
Ciro
Gent. avv. sono un b.c dei cc. in congedo. Percepisco già la pensione previlegiata da circa un anno. Avendo riconosciuto l’8 categ. tab. mx. attualmente ho in atto il riconoscimento di una nuova patologia, acquisita nel tempo che è quella dell’udito. Purtroppo a seguito dei continui addestramenti al tiro , questo gradualmente è venuto meno.La domanda è questa :una volta riconosciuta la nuova patologia, si passa automaticamente a una categoria inferiore ,oppure questo avviene a domanda .Inoltre pur essendo già stato risargito in merito alla previlegiata, attualmente sono in attesa di equo indennizzo che IN precedente data mi fu negata; devo fare domanda per essere risargito della nuova patologia e/O avere un’ altra previlegiata. Oppure aumenta l’importa di quella che ho già ?
Mio zio maresciallo maggiore dei cc. in cong. ormai da 15 anni,a seguito di alcume malattie accumulatosi nel tempo ,tipo: attrosi , udito catarrale e, ecc.ecc., può presentare domanda per il riconoscimento di causa di servizio . Attualmente si trova nei sessant’anni di età . grazie . e cordiali saluti
Gentile Avvocato,
[...testo rimosso dall'Admin su richiesta espressa dell'autrice del commento...]
La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.
Cordiali saluti.
Mary.
buonasera…sono disperata,sono un militare in convalescenza dal giugno 2007 e mi hanno detto che per inoltrare la domanda di causa di servizio dovevo aspettare di rientrare a lavoro? è vero? quali sono i termini!!!!! grazie per la risposta.
Gentile Avvocato, in merito al quesito che Le ho precedentemente inviato, ho risolto tutto, può anche non pubblicarlo.
Continuerò a leggere le sue risposte sempre esaudienti e precise.
Con stima.
Mary.
Egregio Avv.
Sono un ex appartenente alla Polizia di stato.Sono stato congedato senza diritto a pensione ordinaria per mancanza dei requisiti-Mi e stata concessa una pensione privilegiata di 5 ^ categoria.-
Oggi ho visto su un sito web,che non sono potuto entrare.Che la Corte dei Conti,ha stabilito in virtù del decreto legge nr.112/ 2008, art.20, convertito nella legge 133/2008,che il militare ove congedato senza diritti a pensione con pensione privilegiata,ha diritto a costituzione previdenziale i.n.p.s.-
Le risulta e se mi può eventualmente dire quali sonoi riferimenti,visto che io sono nelle stesse condizioni.-
La ringrazio-
Ciro
@Ignazio ho trovato del tempo per riflettere sulla questione purtroppo il punto nodale secondo me è quella elastica definizione di “servizio che costituisca derivazione, continuazione o rinnovo del precedente rapporto di lavoro che ha dato luogo alla pensione” fatta dall’articolo 4 del dpr 758/1965. Da qui l’INPDAP ha preso le mosse per la elencazione delle categorie che non beneficeranno della possibilità di cumulo.
@Ciro dipende, la giurisprudenza può essere utile per argomentare un ricorso ma ogni situazione fa caso a sé.
Egr. Avvocato, nel ringraziarla per il prezioso servizio che offre ai numerosi cittadini “indifesi”, le espongo il mio caso. Mio padre, morto il 01/10/08, ha prestato ininterrottamente servizio di ruolo alle dipendenze dell’Amministrazione Comunale del mio Paese, dal 10/01/1966 al 22/09/1995, in qualità d’applicato d’ordine IV qualifica funzionale. In data 22/09/1995, la C.M.O.presso l’Ospedale Militare di Bari, giudicava mio padre affetto da:
1)Marcata paraparesi spastica da meilopatia cervicale da esiti di intervento ernie discali cervicali multiple;
2)esiti di ulcera duodenale con esiti di gastridigiunostenia; infermità ritenute dipendenti da causa di servizio e, pertanto, giudicato non idoneo permanente alle proprie mansioni e a proficuo lavoro.
Riconosce, inoltre, le infermità descritte al punto 1) come dipendenti da causa di servizio ed ascrivibili:
a)ai fini della eventuale concessione dell’ E.I. :
- la 1^ alla 1^ catg. tab. A (+) MAXIMA
- la 2^ alla 7^ catg. tab A (+) MAXIMA
Per complesso alla 1^ cat. tab. A (+) MAXIMA
b)ai fini della P.P.O. :
- la 1^ alla 1^ catg. tab. A
- la 2^ alla 7^ cat. tab. A
Per cpmplesso alla 1^ cat. tab. A più assegni di cumulo di 7^ catg. tab. A.
Visto il giudizio della C.M.O. dell’Ospedale Militare, l’Amministrazione Comunale prendeva atto dell’esame diagnostico con delibera, riconoscendo le suddette infermità come dipendenti esclusivamente da causa di servizio ed ascrivibili ai fini dell’E.I. e della P.P.O., rispettivamente alla 1^ cat. tab. A (+) MAXIMA ed alla 1^ cat. tab. A più assegni di cumulo di 7^ cat. tab.A. Cosi operando, affermava definitivamente il diritto dell’ex dipendente all’E.I. ed alla P.P.O.
Allo stesso tempo, con atto G.M.lo collocava a riposo con effetto, ai fini degli emolumenti economici, dal 22/09/1995.
L’INPDAP non riconosce tale diritto e in data 19/11/2001, ordina alla Prefettura di sottoporre mio padre a una nuova visita medico-colleggiale in quanto “risulta che l’interessato non è stato sottoposto a visita medica da cui risultino le infermità da cui è affetto e la categoria alle quali ascriverle.”
Orbene, non si ravvisava la necessità di sottoporlo nuovamente a visita medica visto che è presente un verbale redatto dalla C.M.O. da dove si ravvisano tali infermità e categoria.
Inoltre, sulla base di quell’accertamento medico, gli è stato riconosciuto il diritto alla Pensione Ordinaria Diretta di inabilità.
Mi è stato detto che per la prevalente giurisprudenza del Consiglio di Stato, gli elementi fondamentali, ai fini della concessione della P.P.O.,sono proprio la constatazione amministrativa dell’infermità accompagnata dal relativo accertamento sanitario e, soprattutto, è escluso che il provvedimento con il quale si decide e riconosce la dipendenza da causa di servizio della infermità che ha dato direttamente luogo alla menomazione, possa essere oggetto di ulteriore sindacato in via amministrativa.
Concludo dicendo che mio padre è morto nella più nera disperazione economica e, non avendo avuto la possibilità per affrontare le spese mediche, ha aggravato ulteriormente il suo stato di salute.
Le chiedo un parere in merito a tutto questo e vorrei inoltre sapere se ci sono i presupposti per addebitare all’Ente INPAD i danni morali e fisici patiti dallo stesso soggetto e dalla famiglia per in’ingiustizia subita.
E poi quali sono gli assegni a cui avrebbe diritto?
Mi scuso per essermi dilungato ma il caso lo richiedeva.
La saluto e la ringrazio vivamente.
Egregio avvocato,
mi sono venuti un pò di dubbi sull’equo indennizzo e mi spiego:
quando ho presentato la domanda per la causa di servizio e contestualmente chiedevo la concessione dell’equo indennizzo come previsto dal DPR 461/2001. La stessa richiesta risultava anche dai verbali delle CMO.
Mi è stata riconosciuta la causa di servizio e pertanto dovrei a suo tempo essere indennizzato.
La mia perplessità (sentendo varie voci, ovviamente contrapposte)è se devo presentare domanda scritta o viene di coseguenza, visto che l’avevo già richiesto nella domanda. La notifica del decreto l’ho ricevuta alla fine di settembre 2008, c’è una scadenza se dovessi presentare tale domanda?
La ringrazio
Vincenzo
@Alessandro la sua questione è molto complessa difficile dare una valutazione senza vedere i documenti.
@Vincenzo equo indennizzo e causa di servizio possono essere trattati contemporaneamente ma hanno presupposti e procedimenti diversi (Cassazione sez. lav. 4005/2005). Normalmente l’amminstrazione da comunicazione della possibilità di presentare la domanda di equo indennizzo contemporaneamente al riconoscimento della causa di servizio. Ricevuta la comunicazione la domanda deve essere presentata entro 10 giorni. Il successivo termine e di sei mesi dall’insorgenza della menomazione o dalla notifica del provvedimento che riconosce la causa di servizio.
Gentilissimo Avv. IEZZONI,
sono un ex volontario VFP1 dell’esercito e nel 2006 ho subito un infortunio al ginocchio che ha comportato un intervento ai legamenti crociati, l’asportazione di parte del menisco laterale e l’inserimento di una bandeletta metallica. In seguito a ciò, riconosciutami la causa di servizio, ed effettuata la Visita medica collegiale, ho ricevuto in data 17/06/2008 il verbale con il giudizio medico-legale con i seguenti esiti:
-giudizio ai fini di equo indennizzo: (Menomazione) compromissione funzionale locale; Tab A Cat 8 MIN; data di stabilizzazione 14.12.2006
-giudizio ai fini di pensione privilegiata: Tab A Cat 8; suscettibile miglioramento SI; Assegno rinnovabile ANNI 2
Poichè, per via della bandeletta metallica e per non essere in grado di correre correttamente, sarò sicuramente un NON IDONEO a qualsiasi altro concorso militare,
CHIEDEVO SE, una volta pervenutami la liquidazione, posso inoltrare domanda di aggravamento per ottenere la privilegiata a vita, dato che sono percepibili sintomi di disfunzione, oltre all’artrosi.
Grazie!
@Antonio la domanda di aggravamento può senz’altro presentarla, l’esito è incerto le consiglio di consultarsi anche con un medico.
Sono 1° M.llo E.I., per effetto del verbale Mod. AB NR 465 in data 08.04.2202, dell’Ospedale Militare, la C.M.O., SONO stato giudicato permanentemente non idoneo al servizio Militare,
ha anche stabilito chiaramente, che le infermità, una precedente già riconosciuta dipendente da causa di servizio e elargito l’equivalente equo indennizzo, altre tre già in attesa dalla date 1996, 1997 e 1999, fra le quali, la preminente, che ha determinato un periodo di convalescenza fino alla data del collocamento in riforma ed altre due infermità presentate al momento della riforma per cumulo sono state ascritte alla 3° categoria tab “A” per la P.P.O. ED EQUO INDENNIZZO E RINVIATE al DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 ottobre 2001, n.461 in Gazzetta Ufficiale N. 5 dello 07 Gennaio 2002.
Pertanto ero convinto, di essere in aspettativa che in base L’Art. 19. Norme finali e di coordinamento 1. al Comma 3 recita e dispone che, Il personale militare e delle Forze di polizia, anche ad ordinamento civile, giudicato permanentemente non idoneo al servizio nella forma parziale, resta in posizione di aspettativa, ai sensi delle vigenti disposizioni, fino all’adozione del provvedimento di riconoscimento o meno della dipendenza da causa di servizio.
. Ho chiesto la dipendenza di causa di servizio delle due infermità portate al momento della riforma alle quali sono stato sottoposto ha visita dalla C.M.O. CHE HA DECRETATO, OTTOBRE 2003, IL TUTTO PER CUMULO INFERMITà ALLA 2° CATEGORIA TAB. “A” PER p.p.o. ed equo indennizzo, demandando per la dipendenza di causa di servizio in base la D.P.R. DI CUI SOPRA.
Con i verbali su indicati ho chiesto l’assegno di incollocabilità, il quale assegno è attribuita ai titolari di p.p.o. dalla seconda all’ ottava categoria tab.. “A” e aggravamento interdipendenza di alcune infermità.
l’ufficio preposto del Ministero della Difesa, sollecitato dallo scrivente in quanto non ricevevo nessuna comunicazione in merito, rispondeva che fin quando il C.V.C.S. NON SI SAREBBE ESPRESSO SULLA DIPENDENZA DI CAUSA SERVIZIO LO SVILUPPO DELLE PRATICHE NON POTEVA ESSERE INTRAPRESO.
Nell’anno 2004 un ufficio del Ministero della Difesa comunicava che dopo il parere positivo del C.V.C.S. l’attribuzione della P.P.O.,CON RELATIVO AUMENTO DEL 10% DELLA PENSIONE E RESTITUZIONE DELLA metà DELL’EQUO INDENNIZZO.
Ho ricevuto nel mese di dicembre 2006 (circa) comunicazione, DAL MINISTERO DELLA difesa che la A.S.L. della mia residenza, mi avrebbe sottoposto a visita , per l’assegno d’incollocabilità, ed hanno voluto un dichiarazione a norma di legge se dalla data dalla riforma avevo intrapreso un’attività lavorativa privata o alle dipendenza di altri. Stessa richiesta l’hanno voluta dall’ufficio collocamento.
Nel mese di dicembre 2007, ho ricevuto comunicazione che le infermità richieste come causa di servizio datate 1995 e 1996 e 1999 il C.V.C.S. LE ha CONSIDERATE non dipendenti da causa di servizio dandomi 10 giorni di tempo per eventuali ed ulteriori motivazioni altrimenti avrebbero emesso decreto negativo. Visto il poco tempo a disposizione ho fatto le mie osservazioni , al quale ho ricevuto comunicazione, febbraio 2008, che la mia pratica medico legale è stata rinviata al C.V.C.S. CON PREGHIERA DI RIESAMINARE IL PARERE NEGATIVO.
Sono stato sottoposto a visita, per l’assegno di incollocabilità in data 31.01.2008 in riferimento al verbale della c.m.o. del ottobre 2003, il ministero della difesa comunicava alla commissione della A.S.L che dalla data della riforma percepivo la p.p.o. di 3° categoria.
Ottobre 2008 sono stato sottoposto ha visita dalla C.M.O., IL QUALE, HA RICONOSCIUTO IN Aggravamento, come sopra riportato, una infermità in aggravamento alla 1° categ. tab.”A”
Dicembre 2008, da un altro ufficio del Ministero della Difesa comunica che le infermità richieste con il verbale dell’OTTOBRE 2003 il C.V.C.S. NON LE HA RICONOSCIUTE DIPENDENTI DA CAUSA DI SERVIZIO MI HANNO DATA 10 GIORNI DI TEMPO PER LE EVENTUALI CONTROINDICAZIONI ALTRIMENTI AVREBBERO EMESSO IL DECRETO DI DINIEGO, in questi giorni, sono arrivate comunicazioni che il C.V.C.S. NON HA RICONOSCIUTO DIPENDENTI DA CAUSA DI SERVIZIO TUTTE INFERMITà IN SOFFERENZA DANDOMI 60 GIORNI PER RICORRERE AL TAR E 120 GIORNI RICORSO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. UNA VERA BEFFA!!!
PERTANTO Il verbale di collocamento di RIFORMA Stabiliva la non idoneità al servizio militare in modo permanente, non ha espresso il parere se ero idoneo al servizio nelle aree funzionali dell’A.D.
In quel periodo le C.M.O., SUI VERBALI dei riformati, non avendo altre disposizioni emettevano solo giudizio di idoneità al servizio o collocamento di riforma
Successivamente con Decreto Ministeriale, DATATO 18.04.2002, IL MINISTERO DELLA DIFESA, disponeva che il personale interessato poteva entra trenta giorni dalla data del sopra citato decreto sottoscrivere domanda di adesione o rinuncia A PRODURRERE DOMANDA per essere impiegato nelle aree funzionali A.D. Pur avendo i requisiti necessari il mio Ente ha omesso di mettermi a conoscenza di tale beneficio.
Successivamente le C.M.O. con Decreti Ministeriali sono state invitate, ad esprimere sui certificati medico legali la permanente inidoneità al servizio nella forma assoluta al servizio e alla riserva, alla parziale inidoneità al servizio e soprattutto esprimono il parere se idonei o meno ad essere impiegati nelle aree funzionali A.D.,
Un mio collega, è stato collocato nel novembre 2003, dalla C.M.O. CON PERMANENTEMENTE NON IDONEO AL SERVIZIO MILITARE E NON IDONEO ALLA RISERVA. DOPO CIRCA 2 MESI è STATO RICONVOCATO DALLA C.M.O. ED HANNO TRASCRITTO IN ROSSO CHE EGLI ERA IDONEO NELLE AREE FUNZIONALI A.D., TUTTO QUESTO PER IL MIO CASO NON è AVVENUTO.
NON LE SEMBRA assurda la mia posizione?
1) Pertanto, A MIO PARERE, per la propria posizione che fin quando le infermità siano riconosciute o meno e NON SIA CONCLUSA LA DIATRIBA non dovevo essere in aspettativa in base al D.P.R. di cui sopra art.19 comma 3
2) La mia Amministrazione non ha ritenuto opportuno convocarmi se ero interessato a produrre domanda per essere impiegato nella Amministrazione della Difesa non ha commesso un reato?
3) Poiché l’assegno d’incollocabilità è attribuito all’invalido titolare di P.P.O. DALLA SECONDA ALL’OTTAVA CATEGORIA TAB “A” E SOLO A CHI LE INFERMITà SONO RICONOSCIUTE DIPENDENTI DA CAUSA DI SERVIZIO è SOTTOPOSTO A VISITA COME PURE LA VISITA IN AGGRAVAMETO VISITE CHE HO ESPLETATO ?
CHE IL TRANSITO È UN VERO DIRITTO CHE SCATURISCE DALLE PIU’ ELEMENTARI LEGGI E NORMATIVE IN FAVORE DELLE PERSONE DIVENUTE INABILI, LEGGE 68/99 NORME PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI (PUBBLICATA NEL SUPPLEMENTO ORDINARIO N. 57/L ALLA GAZZETTA UFFICIALE 23 MARZO 1999) CHE è STATO ESTESO ANCHE AL PERSONALE DELLE FF.AA CON AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 OTTOBRE 2001, N.461 CHE IL MIO REPARTO DI APPARTENENZA CONTINUA A NEGARE.
sICURAMENTE mi tocca fare ricorso al TAR
fACCIO BENE A DENUNCIARE IL TUTTO AI CARABINIERI PER OMISSIONE DI ATTI UFFICIO E QUNT’ATRO ?
Spero di essere stato esaustivo e la ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta anche un cenno di ricevuta se non è di sua competenza
Gen.mo Avvocato Iezzoni,
desidero innanzitutto ringraziarla per la cortese pazienza ed attenzione rivolta alla mia posizione.
Credo che l’art. 4 del DPR 785/95, sebbene si presti ad interpretazioni di sorta, non possa certo ricomprendere il lavoro autonomo o subordinato in ambito privato.
Infatti il lavoro che vorrei intraprendere è in ambito privato e non costituisce in alcun modo “derivazione, continuazione o rinnovo del precedente rapporto che ha dato luogo alla pensione”.
Il mio problema è dimostrare che l’art. 32 della Legge 8 agosto 1995, n. 335, prevede che in caso di cessazione dal servizio per infermità rimangono validi i vecchi requisiti per L’ACCESSO ALLA PENSIONE DI ANZIANITA’
Nel caso di specie ritengo sia l’art. 52 del DPR 1092/1973 la norma a cui fare riferimento per la pensione derivante da riforma al servizio militare permanente.
Qualora ciò sia dimostrabile credo che possa contestarsi in sede giurisdizionale (nel cui caso avrei necessità di patrocinio) la classificazione operata dall’INPDAP, secondo cui tali pensioni sarebbero da equipararsi alla pensione di invalidità.
Grazie.
Ignazio Pinna
Gent. avv.,
il riconoscimento della causa di servizio,a cosa da diritto.Nel caso in cui il richiedente,data la lentezza della burocrazia,viene a mancare(cosa normale in presenza di certe patologie..)Il danno biologico e la domanda di vittima del dovere sono compatibili? Secondo Lei a chi posso rivolgermi per farmi seguire nel proseguo della pratica di mio marito,vivo a Cagliari,finora ho incontrato persone superficiali ,pensi che l’avvocato ci ha fatto perdere la possibilita’ di rivolgerci al Tar ,contro il rigetto della domanda di causa di servizio presentata da mio marito nel 2005.
Grazie
patrizia
@Marco data la complessità del suo caso, non mi è possibile rispondere attraverso i commenti. Certo è che, sebbene l’inidoneità al servizio costituisca causa di impossibilità della prestazione lavorativa, il confine tra il dovere e la facoltà dell’agire della pubblica amministrazione è spesso incerto.
@Ignazio in caso di dubbi è possibile indirizzare un’istanza di interpello direttamente all’Inpdap.
@Patrizia dal punto di vista medico-legale la nozione di danno alla persona ricomprende il danno biologico, il danno alla salute, il danno patrimoniale ed il danno morale. Il primo si traduce nella menomazione alla integrità fisica, il secondo nella perdita del benessere (a livello psichico, fisico e sociale), il terzo deriva dall’aver subito un danno ingiusto e l’ultimo dall’aver subito un ingiusto pregiudizio. La nozione di vittime del dovere riguarda per lo più soggetti deceduti o invalidi permanenti a causa di azioni di mafia, di criminalità comune, terrorismo o in caso di impiego internazionale o di missioni in particolari condizioni ambientali od operative”. La vittima del dovere dunque ha subito un danno alla persona che ricomprende tutti quelli sopra indicati.
Gent. Avv. in data odierna sono stato sottoposto a visita medica c/o il CTO militare di Caserta, a seguito di domanda di riconoscimento di tre patologie riscontrate allo scrivento .Le stesse, venivano classificate come sotto indicato: NuoVA Ascrivibilità TAB/CAT per riconoscimento.-
La prima patologia veniva contrassegnata dalle seguente lettere: N.C.;
lA seconda patologia veniva contrassegnata dalla seguentte lettera: B;
Mentre la terza veniva contrassegnata con le lettere N.C.-
Mentre l’aggravamento per altra patologia già riconosciuta tempo a dietro, questa veniva confermata all’8 max % e veniva indicata:Precedente Ascrivibilità Tab./cat. N.C. -Premesso quanto riportato, potrei conoscere che significano le sicle a fianco riportate per ciascuna patologia.- In merito alla domanda di equo indennizzo, devo aspettare il responso da Roma ? Oppure posso già chiederlo. Grazie e cordiali saluti BC. (R) Carmine
li,23-03-2009
,
carissimo avvocato, le chiedo una delucidazione in merito a visita di aggravamento,avendo richiesto aggravamento di due patologie già riconosciute si dipendenti da causa di servizio con relativo decreto ed essendo stato sottoposto a visita presso la cmo 10 giorni fà, nel processo verbale precedente avevo oltre le due patologie di cui ho chiesto l’aggravamento altre due patologie riconosciute anche queste si dipendenti da causa di servizio con relativo decreto ascritte a tabella B max è vero che anche queste saranno rivalutate dalla cmo? poichè mi sono stati richiesti referti inerenti tali patologie pur non avendone richiesto aggravamento? Le patologie già riconosciute si dipendenti da causa di servizio se risultano aggravate e assegnate a categoria superiore dalla cmo sono definitive o devono essere sottoposte al comitato di verifica?
Sono un ex sottufficiale della classe di leva 1964 della marina militare cessato dal servizio permanente per infermità e collocato nella riserva dal febbraio 1996 con pensione privilegiata ordinaria. Vorrei sapere se , sulla base della nuova disciplina del cumulo della pensione , posso svolgere un’altra attività economica ( lavoro autonomo o dipendente ) senza incorrere nei divieti relativi.
Cordiali saluti , la ringrazio anticipatamente per la risposta
Mimmo
Egregio Avvocato,in seguito a tante battaglie,(non terminate,)purtroppo dopo la sua morte, a mio marito e’ stata riconosciuta la causa di servizio.Mi puo’ dire gentilmente ,cosa gli spetta ?Ioo,sinceramente non capisco niente di tabelle ,valutazioni..,risarcimenti e altro.
Cordiali saluti
complimenti per il nuovo sito e grazie per esistere
P.S .Gli e’ stata concessa la pensione ordinaria privilegiata.E’ giusto??
carissimo avvocato la disturbo nuovamente con un quesito che non so darmi risposta: il titolare di pensione privilegiata ordinaria con pensione tabellare poichè risulta più favorevole art.67 dpr 1092/73 pur avendo più di 15 anni effettivi il metodo di calcolo per noi militari in applicazione art.67 è retributivo, misto o di natura risarcitoria da malattia?
Tale differenza è importante per la liquidazione dei sei scatti poichè in base al metodo cambiano le voci su cui si calcolano i sei scatti e se è retributivo entra anche l’indennità integrativa speciale.
oltre lo stipendio + RIA. La ringrazio per l’attenzione, attendo Vs riscontro.
possibile che un cittadino per districarsi nei meandri della burocrazia deve avere un avvocato a disposizione o una laurea in legge ? perche’ non rendere tutto un po’ piu’ semplice? E’ vero che la legge non ammette ignoranza,ma le persone comuni che non si sono mai interessate di amministrazione cosa devono fare?
Non so come illustrare ed elencare tutte le anomalie, le omissioni, gli illeciti che ho vissuto e che hanno portato al mio allontanamento dal posto di lavoro
Per sintetizzare: che sono un ex collaboratore tecnico capo della polizia di stato che nell’agosto del 2006, a dire dell’amministrazione, dopo aver superato il limite massimo di aspettativa, sono stato mandato in C.M.O., per il giudizio di idoneità al servizio di istituto(art. 15 d.p.r. 461/2001) ebbene, sia la C.M.O. di 1 e di secondo grado mi hanno dato un ulteriore periodo di convalescenza, e non si sono espressi su quanto richiesto dall’Amministrazione.
Dopo circa due mesi è arrivato un decreto a firma del Capo della polizia in cui risulto cessato dal servizio ai sensi dell’art. 129 del d.p.r. 10.01.1957 n. 3. Nel giugno del 2008 la stessa C.M.O. su invito del Ministero mi ha sottoposto a visita medica e mi ha giudicato idoneo al servizio che svolgevo .
l’amministrazione su mia istanza mi dide che non ha i decreti di aspettativa validi al fine del computo del periodo massimo, e mi dice anche che non vi è la visita citata dall’art. 15 del d.p.r. 461/2001, ed allora chiedo a lei come è possibile far cessare dal servizio un dipendente senza aver acquisito il parere medico e citarlo nel decreto di dispensa.
Parere che viene dato due anni dopo e che conferma l’idoneità al servizio prestato.
Mi scuso sia nei suoi confronti sia nei confronti di che coloro che leggeno il blog, ma vorrei un sostegno sia morale che giuridico in questa vicenda che mi ha rovinato la vita. Grazie per esserci
vorrei rispondere a ciro, per dirti che da quello che sò ,la posizione di coloro che non hanno diritto a pensione e vengono riformati dal servizio o destituiti per altre cause passa all,INPS. Almeno l’Inpdap di messina fa così
Gentile Avv.
Sono un’ex appartenente alla Polizia di stato-
In data 30-6-2002,mentre ero in servizio,mi e stato nootificato un pprovvedimento di decadenza dall’impiego, art 28 , C.P:con effetto retroattivo 19.2.2000,data della lettura del dispositivo di rigetto del ricorso-
IO ho percepito lo stipendio per detto periodo.Il T.A.R. del Veneto,a seguito di ricorso, ha stabilito con due sentenze,che il sottoscritto a prestato servizio fino alla data del 30-6-2002.
Il MInistero,nonostante le nuemerose richieste,non vuole riconooscere ai fini pensionistici il periodo di servizio svolto come funzionario di fatto dal 18-2- al 30-6-2002-
E leggittimo il diniego del Ministero ?
Non dovrebbe operare l’art.2126 ?
Mi tocca fare altro ricorso ?Oppure salire su un campanile per protesta.
Questi 4 mesi,mi fanno raggiungere l’80 % di percentuale prevista dal proprio ordinamento-
La ringrazio
anticipatamente-
@Carmine N.C. indica una patologia non ascritta a tab o categoria; B indica che è stata ascritta alla Tabella B ma non è stata indicata alcuna categoria. Se non ha fatto domanda di equo indennizzo contestualmente alla domanda di accertamento della dipendenza da causa di servizio deve presentarla ora nel termine di 6 mesi dalla data in cui si è verificata la menomazione.
Prossimamente dedicherò all’argomento dell’equo indennizzo un articolo.
@Osvaldo l’iter dell’aggravamento segue lo stesso procedimento svolto per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità o lesione aggravata. Poiché il riconoscimento dell’aggravamento è ad istanza di parte uno dei motivi per i quali potrebbero interessare alla commissione le altre patologie è l’eventuale interdipendenza delle infermità o lesioni.
@Cosimo come già indicato ad Ignazio in caso di dubbi è possibile indirizzare un’istanza di interpello direttamente all’istituto o ente pensionistico.
@Patrizia la causa di servizio è il requisito necessario per ottenere il riconoscimento della pensione privilegiata, dei trattamenti speciali (assegno di superinvalidità, assegno supplementare, assegno integrativo, assegno per cumulo di infermità, indennità di assistenza/accompagnamento, assegno di incollocabilità, indennità speciale annua, assegno integratore per i figli, aumento di integrazione per la moglie, assegno grandi invalidi paraplegici) come dell’equo indennizzo. Il pensionamento privilegiato tecnicamente è definito ordinario ed è assimilabile alla pensione normale poiché assolve ad una funzione previdenziale (Consiglio di Stato parere 652/2001)
Egr. Avv. le espongo il mio caso. Mio padre ha prestato servizio di ruolo presso una pubblica amministrazione. Ha inoltrato la domanda per la PPO all’Impdap d’appartenenza, dopo essere stata riconosciuta la causa di servizio dalla CMO di bari. Il 17/05/2005 l’impdap con una determinazione negativa non conferisce tale diritto con la seguente mativazione:
1)Vista la domanda di pensione di privilegio indiretta in data 30/12/1995 del sig…
2)Visto che detto dipendente è cessato dal servizio in data 22/09/1995 per INV.ASS.E PERM.QUALSIASI PROFICUO LAVORO.
3)Visto il rapporto del Prefetto di LECCE dal quale si rileva il parere favorevole alla concessione della pensione indiretta di privilegio.
4)Considerato che dal verb. di visita medico colleggiale dell’CMO di Bari in data 22/09/1995 il signor… risulta idoneo al lavoro.
5)Visto l’art.33 R.D.L.3/3/1938n.680
determina di non conferire la PPO in quanto non esistono le condizioni medico legali per l’accoglimento della domanda.
Ora mio padre è morto il 1/10/2008 senza purtroppo fare ricorso, ed io solo oggi mi sono accorto che vi è un errore nel punto 4 della determinazione negativa da parte dell’INPDAP in quanto dal verbale della CMO di Bari mio padre risulta essere NON IDONEO PERMANENTE A PROFICUO LAVORO E ALLE PROPRIE MANZIONI. Vorrei sapere se è possibile far valere i miei diritti visto che si è verificato uno sbaglio da parte dell’INPDAP oppure sono passati i termini ed è andato tutto in prescrizione? La ringrazio anticipatamente e Le porgo distinti saluti.
Gent. avv. ho ricevuto, IN DATA ODIERNA, tramite i Carabinieri un decreto Ministeriale, il quale, ha decretato il collocameto di riforma al servizio militare.
datato ROMA 27.03.2003, ricevuto dopo 6 anni dall’emissione, p.c.c. firmato dall’addetto, mentre manca la firma del DIRIGENTE. uN DOCUMENTO SENZA LA FIRMA DEL DIRIGENTE è VALIDO O BASTA LA FIRMA DELL’ADDETTO PER VALIDARE UN DOCUMENTO COSI IMPORTANTE????
La ringrazio anticipatamente e Le porgo distinti saluti. Marco
Egregio avvocato la ringrazio per il tempo che dedica a noi della burocrazia non so più dove sbattere la testa. Ho una causa di servizio tab a prima cat che mi è stata riconosciuta dove sette anni.Nel frattempo sono pssato al ruolo civile ma la mia patologia si è alquanto aggravvata vorrei andare in pensione ma prima vorrei sapere quanto mi speterà di pensione approssimativamente. Mi sono rivolto al mio sindaato,mi hanno detto che questi conteggi li fà l inpdap,mi sono rvolto all inpdap ma neanche li sanno niente ho telefonato al ministero della giustizia i cui sono dipendente, lei non ci crederà ma sono stato due ore al telefono mi mandavano da un ufficcio all’altro e nessuno mi sapeva dire niente neanche a chi rivolgermi.Possibile che in Italia non ci sia un ufficcio dove sbrighino queste pratiche? Stò perdendo fiducia di uno stato che fino a sette anni fà ho difeso a costo della salute e lo stato in cambio che fà? Ci riduce a numeri dei quali disfarsi prima possibile la ringrazio per avemi concesso almeno di sfogarmi pubblicamente
Egregio Avvocato Iezzoni,
sono un dipendente EE.LL. al quale é stata ricosciuta la dipendenza da causa di servizio delle infermità da cui è affetto ascrivibili alla Cat. 7 Tab. A mis. Max con stabilizzazione al 1996, confermata dal Comitato per le cause di servizio. Successivamente, a causa dell’aggravamento delle stesse, veniva sottoposto a ben tre interventi chirurgici, nel 1997, nel 1998 e nel 2007, con gravi postumi invalidanti.
Nel corso del 2008 avanzava domanda di aggravamento (non ai fini dell’equo indennizzo, già riliquidato) ma per gli altri benefici, quale ad esempio la maggiorazione del 2,50%(attualmente beneficia del 1,25%) e l’doneità ovvero l’inidoneità al servizio, essendo assente dal servizio per malattia dovuta a infermità dipendente da causa di servizio da oltre un anno.
La CMV presso cui veniva sottoposto a visita, a fronte della produzione di documentazione medica copiosa (cartelle cliniche, TAC, RM, EMG ecc.) sulla scorta della visita (super-superficiale) di uno specialista ortopedico, e senza nemmeno citare la documentazione medica prodotta (assolutamente incompatibile con quanto affermato dallo specialista, così come inequivocabilmente attestato in ulteriori esami e visite eseguiti successivamente alla redazione del verbale), non riconosceva alcun aggravamento, mentre lo riconosceva idoneo alle mansioni attualmente ricoperte.
Dopo la notifica del verbale, lo scrivente produceva il ricorso limitatamente al giudizio di idoneità-inidoneità alla Commissione di II° istanza nelle forme indicate nel verbale stesso.
Egregio Avvocato, Le chiedo cortesemente se può chiarirmi se è possibile avanzare ricorso avverso il mancato riconoscimento dell’aggravamento, in considerazione che molte delle cose riportate nel verbale sono incomplete, inesatte, errate, mentre la documentazione medica prodotta non è stata valutata, anzi volutamente omessa.
Se si può avanzare il ricorso a chi va fatto, Al TAR, al Presidente della Repubblica, a chi altri?
Se no, cos’altro posso fare?
Una nuova domanda?
O la Commissione di seconda istanza può entrare nel merito e “cambiare” il giudizio della CMV?
Ringraziandola per l’attenzione che Vorra prestarmi, augurandole un buon lavoro La ringrazio cordialmente.
Salve Avvocato,scusami se mi sono permesso a scrivere questo commento ma non trovo altro per avere una risposta sicura e precisa ..sono un grande invalido per servizio già Ass/te capo della Polizia di Stato,sono andato in pensione nel 1987 con la seconda categ.dopo cinque anni mi è stata riconosciuta dalla CMO di bari una Interdipendenza da causa di servizio,mi viene assegnata la Prima categ.a Vita.nel 2007 mi viene riconosciuta da interdipendenza da causa di servizio dalla CMO di taranto per HCV per le trasfusioni ricevute,mi viene assegnata oltre alla prima categoria un’altra cat.settima Mas.Tab A.ho fatto richiesta dell’equo indennizzo la mia domanda e questa:(Primo( la pensione viene aggiornata con quest’altra Cat.(secondo)oh percepito già l’equo indennizo della prima Catg con questa catg cosa mi varrà corrisposto,(terzo) ho fatto richiesta dell’assegno ISA il 16 Marzo 2009 ho trovato un rimborso arretrati netto anno precedente 1.224,38,l’assegno Isa prevede la pensione base più Intennità Integrativa speciale,ed altri assegni..facendo il cumulo supero la somma che mi è stata corrisposta,posso sapere di quanto ammonta l’assegno ISA,inoltre mi dovevono retribuire cinque anni di arretrato possibile che quello che mi è stato dato e compreso i cinque anni? certo di un vostra cordiale risposta
distinti saluti Cosimo S.
Caro avvocato,
Ho lavorato in A.M. come controllore del traffico aereo dal feb 1967 al feb. 1981 e in tale periodo ho avuto la causa di servizio per gastriresezione per ulcera perforata, riconosciuta alla 6^categoria tabella A. Dal feb 1981 al 30 set 2004 (Data della Quiescienza) ho lavorato in E.N.A.V.(Ente Nazionale Assistenza al Volo)sempre come detto controllore. L’A.M. mi ha comunicato che pe r avere la pensione privilegiata ordinaria è competente l’ENAV in seguito agli accordi della conferenza dei servizi. L’ENAV mi ha comunicato che per avere la pensione privilegiata ordinaria devo possedere il requisito di inidoneità al servizio alla data di quiescienza (art. 64 DPR 1092/1973. Ho fatto ricorso alla Corte dei Conti di Venezia, ma il giudice unico ha ribadito che non possiedo il requisito imprescindibile della inidoneità al servizio alla data di quiescienza ed ha respinto il mio ricorso.Nel mio ricorso ho fatto presente al Giudice che chiedevo l’applicazione dell’art. 70 c. 2, DPR 1092/1973 PER SOPRAGGIUNTO AGGRAVAMENTO riconosciuto automaticamente quando si accerti che l’invalidità, sebbene non aggravata, sia tuttavia da ascrivere ad una categoria superiore a quella prima assegnata, ovvero dalla 7^ riconosciutami nel 1980 alla 6^ categoria tabella A CLASSIFICATA NEL DPR 834/1981,importante novità scoperta personalmente nel 2007. A quale autorità devo fare ricorso in Appello? Pensi che ho elementi buoni per vincere in Appello considerato che il mio caso risulta la terza tipologia di aggravamento prevista nella terza parte del c.1 dell’art. 70 DPR1092/1973 LADDOVE SPECIFICA CHE L’INFERMITA’ E’ RICONOSCIUTA PER CAUSA DI SERVIZIO, MA NON INVALIDANTE alla data della quiescienza?
Grazie per un riscontro.
Valdo
Egregio Avvocato, scrivo perchè mi chiarisca alcune domande che mi sono posto.
Ho 59 anni, nel 2005 fui assunto con contratto part time, come addetto alla sorveglianza notturno, in una casa di riposo.
Nel 2006 mi venne diagnosticato, a distanza di 1 anno dall’assunzione, un diabete mellito di tipo 2.
Il mio rapporto di lavoro finì il 31 agosto del 2007, e nel giugno 2008 mi fu diagnosticato sempre un diabete mellito di tipo 2 questa volta scompensato.
Mi è stata riconosciuta una invaldità civile del 75% ed un assegno mensile che viene corrisposto in questi casi.
Ora Le chiedo: può ritenersi la mia una malattia acquisita per questo lavoro?
Le chiarisco che nella mia famiglia non si sono mai verificati casi di diabete.
Le chiedo ancora: potrei accedere ad un prepensionamento, con una pensione privilegiata, per una malattia contratta per quel particolare lavoro notturno?
Grazie!
Distinti saluti!
@Alessandro se sono scaduti i termini per ricorrere non rimane molto da fare.
@Giovanni insista con l’Inpdap
@Sep non può essere presentata domanda di aggravamento per più di due volte e tra le due domande devono passare 10 anni.
@Valdo se ha già fatto ricorso dovrebbe chiedere queste informazioni al collega che la assiste non crede?
Se non le chido troppo, in riferimento al mio intervento del 30 marzo scorso, vorrei sapere se con un giudizio temporaneo di inidoneità al servizio, e senza quanto premesso dall’art. 15 del d.p.r. 461 del 2001 , si è potuto provvedere alla mia riforma dal servizio per superamento del limite massimo di aspettativa. Grazie
salve sono Giuseppe Marrone dipendente del Comune Melito di Napoli la mia qualifica e di autista scuolabus dal 1981 att’oggi ,dopo tanta insistenza mi hanno riconosciuta la causa causa di servizio ascrivibile alla catecoria (B ),dopo quattro anni ero gia inpossesso di un invalidita
del 40% adesso cosa posso fare per ulteriore agravamento.
DISTINTI Saluti ed un ringraziamento anticipato
Giuseppe Marrone
@It63 per poter rispondere al suo quesito occorre valutare la documentazione. La legittimità della riforma va valutata caso per caso.
@Giuseppe Marrone si consulti con uno medico e valuti se presentare domanda di aggravamento.
salve la pensione privilegiata tabellare, tabella A 8 ctg, a quanto di preciso mensilmente e/o annuale. grazie mille
salve sn marcello,volevo chiedere la pensione privilegiata tabellare tabella A di 8 ctg a quanto corrisponde di preciso mensilmente? e come si fa il calcolo? grazie mille
gentile dottore.
a mio figlio e capitata una cosa strana,stava facendo il militare quando e stato assegnato alla mensa ,gli hanno effetuato dei prelievi e gli hanno riscontrato un hbs/ag positivo al fegato,lui per non prestare servizio a consegnato dei marches degli anni scorsi che riportavono che hbs/ag era gia in corso.pero’ loro se ne sono fregati e gli hanno cambiato solo la mansione. dopo circa 9 mesi gli hanno effetuato dei prelivi di congedo e hanno riscontrato che il fegato si era aggravato con una ipertransaminasemia.e dopo 90 giorni di convalescenza ospedaliera lo riformano.mi chiedevo si puo’fare una causa con una malatia gia presistente?
grazie.
cordiali saluti
@Marco le rispondo io, ma il Dottor D’AMICO, concorda con me. Non si può fare una causa di servizio se la malattia preesiste al servizio. Se è vero che la malattia va intesa in modo generico come infermità o lesione, tanto che si parla spesso di come infermità e lesione siano tra loro sinonimi, devono però nel tempo ricollegarsi al momento della prestazione del servizio. Questa relazione è chiamata “nesso causale” tra l’evento lesivo e il rapporto d’impiego. Su questo il legislatore e la giurisprudenza costante fondano l’onere probatorio in capo al richiedente. Pur tuttavia alcune situazioni individuali potrebbero, anche se precedenti al rapporto di servizio, essersi aggravate a ragione dello. Le consiglio, documenti alla mano, di consultarsi meglio al riguardo
carissmo avvocato le chiedo una delucidazione:
Il sott/le riformato per causa di servizio con pensione privilegiata ordinaria in quale situazione oltre vittima da terrorismo si può avere l’esenzione irpef? mi è stato comunicato che devi essere ascritto a una 1^(prima) ctg secca con assegno di superinvalidità. Tale condizione è veritiera o cavolate come tante altre che se ne leggono? Grazie.
Gentile Avv.
Mi sono arruolato nel 197o nella Polizia di Stato,proveniente dal servizio militare obbligatorio Esercito Italiano-Ho svolto 4 mesi di servizio militare- Il ministero nella determinazione dei servizi utili a pensione,non ha inserito detto periodo di sedrvizio militare.-
La domanda che le pongo e la seguente-
Il servizio militare e valido ai fini pensionistici,senza alcun contributo di riscatto ?
Se si per cortesia ,se mi può dire quale è la legge che lo prevede-
La ringrazio
Ciro
Una volta eseguita la visita di aggravamento la CMO è tenuta ad inviare presso la residenza del pensionato copia del processo verbale? quali sono i termini di legge dalla data di avvenuta visita a cui la CMO deve attenersi? La ringrazio Avvocato per i suoi chiarimenti.
per osvaldo
Vorrei dirti che se sei pensionato,il verbale la C.M.O: te lo da subito-
IO l’ho chiesto e me lo hanno dato.-
Se sei in servizio ,lo mandano alla tua amministrazione,che provvede a darti copia.-
La C.M.O;no ha tempi per l’invio del verbale
Egr. avvocato, complimenti per le sue risposte sempre puntuali. Le volevo chiedere un parere. Militare di leva nel 1998 sono stato riformato dopo sei mesi per avere contratto l’epatite in caserma. NOn avrei dovuto essere arruolato, infatti, avendo subito in precedenza l’asportazione della colecisti. Intento causa per risarcimento danni al ministero ed il Tribunale mi riconosce un risarcimento, seppur minimo, sostenendo di avere contratto l’epatite a causa del servizio prestato. In precedenza aveva fatto domanda per la pensione privilegiata e l’equo indennizzo, ma le CMO di I e II grado, pur riconoscendo l’infermità (Tab. A cat. 8 misura massima non suscettibile di miglioramento) hanno dato parere negativo per la dipendenza da causa di servizio. In questi giorni mi è stato notificato il decreto del ministero di rigetto della domanda ove si dice che posso fare ricorso alla Corte dei Conti. La mia domanda è: posso proseguire davanti alla Corte dei Conti, o la pensione privilegiata tabellare mi è preclusa avendo già ottenuto il risarcimento del danno? il Ministero dovrà esprimersi anche sulla domanda di equo indennizzo? Grazie infinite
Gentile Avv.
Percepisco una pensione privilegita tabellare di 5^ categoria,per otto patologie riconosciute da causa di servizio. A seguito di mia istanza,sono stato chiamato a visita per l’assegno di incollocabilità-
La domanda e la seguente, la commissione mi valuterà solo sulle cause di servizio già riconosciute,? oppure su richiesta del sottoscritto,anche di altre cause di servizio pendenti avanti alla C,.M,O.ai fini del riconoscimento da causa di servizio ?
La ringrazio
sono stato in aspettativa per 12 mesi e 15 giorni e poi riformato dalla cmo.
Al momento del 365 giorno ho subito la decurtazione dello stipendio
del 50%.Faccio presente che il primo mese di aspettativa era dovuto a patologia da causa di servizio, mentre gli altri 11 mesi no.Vorrei sapere dato che trattasi di aspettativa continuata se era lecito da parte della mia amministrazione decurtarmi lo stipendio il 365 giorno e non un mese dopo dato
la mia causa di servizio relativa alla prima certificazione e poi continuata con altra.Faccio inoltre presente che sono stato riformato dalla cmo e transitato a ruolo civile (sono un ex ass.pol.penitenziaria) e che solo per 15 giorni non sono rientrato a godere dello stipendio pieno in attesa di essere trasferito ad altre qualifiche. Ringrazio anticipatamente.Piero.
EGREGIO AVVOCATO, SONO UN SOTTUFFIALE IN CONGEDO DELLA G.D.F RIFORMATO PER MOTIVI DI SALUTE NON DIPENDENTE DA CAUSA DI SERVIZIO. PERCEPISCO UNA PENSIONE ORDINARIA PARI AD UN IMPORTO DI EURO 1.300 CIRCA IN RELAZIONE AI 22 ANNI DI SERVIZIO PRESTATI NEL CORPO. DA QUALCHE MESE MI E’ STATO NOTIFICATO IL PROVVEDIMENTO DEFINITIVO ATTRAVERSO IL QUALE OPPORRE RICORSO AL COMPETENTE ORGANO DEL TAR PER IL MANCATO RICONOSCIMENTO DELLA DIPENDENZA DELLA MALATTIA PER CAUSA DI SERVIZIO. IL MI QUESITO E’: NELL’IPOTESI CHE IL T.A.R MI RICONOSCA TALE DIPENDENZA, LA MIA ATTUALE PENSIONE ENTREBBE IN UN ALTRO REGIME PIU’ FAVOREVOLE IN TERMINI ECONOMICI O RIMARREBBE TUTTO INALTERATO CON IL SOLO VANTAGGIO DEL 10% DI PRIVILEGIATA?. CORDIALI SALUTI.
EGREGIO AVVOCATO SONO UN ASS .TE CAPO DI POLIZIA PEN IN CONVALESCENZA DA CIRCA 8 MESI PER STATO ANSIOSO RICONOSCIUTA SI DIPENDENTE DA CAUSA DI SERVIZIO IL 1999 AVREI PENSATO DI FARMI RIFORMARE ATTUALMENTE ADESSO ANNI DI SERVIZIO EFFETTIVO 27
ANNI DI ABUONO 05
salve avvoc. le volevo porre una domanda. dopo 9 anni mi e’ stata concessa la pensione privilegiata tabella A 8 ctg, per causa di servizio durante il servizio d’obbligo soldato di leva nel 2000. mi pagheranno per i primi 4 anni, quanto dovro’ percepire? grazie
Egr. Avvocato, vorrei chierderle un’informazione
Sono un dipentente statale, tempo addietro ho avuto un’infortunio sul lavoro
trauma cranico, rachiede e atrosi cervicale, le cui infermità sono state riconosciute dipendenti da causa di servizio,quando sono in malattia per tali
infermità sono soggetto a visita fiscale?
grazie.
Egregio Avv.
Sono un’ex appartenente alla Polizia di stato,percepisco la sola pensione privilegiata tabellare di 5^ categoria.- A seguito di domanda ,la usl ,previo visita collegiale,ha stabilito che spetta l’assegno di incollocabilità previsto dall’art.104 del T.U.1092/1973-Per la patologie già riconosciute dipendente da causa di servizio.-
La domanda che voglio porLe e la seguente : ilgiudizio della USL,ai fini della concessione dell’assegno di incollocabilità e definitivo ? Oppure deve passare anche attraverso il Comitato di Verifica delle cause di servizio.
Inoltre a quanto ammonta mensilmente detto assegno ?
E quali altri benefici competono,insieme all’assegno di incollocabilità ?
La ringrazio
Ciro
Eg.Avvocato,sono dipendente A.S.L.,mi è stata riconosciuta la causa di servizio per varie patologie.Al di fuori dell’equo indennizio come posso utilizzarla ai fini pensionistici?Le premetto che al momento ho 32 anni di servizio e 56 anni.Grazie Vincenzo PINI
BUONA SERA, SONO UN MARESCIALLO CAPO DEI CC E SONO STATO AFFETTO DA HERPES ZOSTER DELLA BRNCA TRIGEMINALE SECONDA, ATTUALMENTE MI TROVO IN CONVALESCENZA CON GRAVI PROBLEMI DI CEFALEA E NEVRALGIA TRIGEMINALE. LE CHIEDO: NEL MIO CASO UNA RIFORMA PARZIALE PER MALATTIA NON DIPENDENTE DA CAUSA DI SERVIZIO è POSSIBILE, CIOè POTREI SVOLGERE MANSIONI DI UFFICIO VISTA LA MIA PATOLOGIA. INOLTRE HO SENTITO PARLARE DI TRANSITO IN ALTRA AMMINISTRAZIONE. NEL CASO IB SPECIE LO STIPENDIO IN ATTESA DELLA DEFINIZIONE DELLA PRATICA DI TRANSITO SI PERCEPISCE?
SE MI PUò DELUCIDARE IN MERITO POICHè ANCHE UNA EVENTUALE DOMANDA PER CAUSA DI SERVIZIO MI PORTEREBBE IN ASPETTATIVA ED IN BTEMPI DI ATTESA DEL COMITATO SONO BIBLICI. GRAZIE
MAR PAPA
EGREGIO AVVOCATO
son un ex sottufficiale in congedo, volevo sapere se per il “morbo di crohn”
c’è stato da parte della CORTE DEI CONTI qualche esito positivo come riconoscimento di CAUSA DI SERVIZIO.
GRAZIE MILLE
Egr. Avv. mio figlio è stato collocato in congedo illimitato, per superamento del limite massimo di Licenza Straordinaria di convalescenza fruibile nella Ferma prefissata di un anno in aeronautica. premetto che prima di arruolarsi si è sottoposto a tutti gli accertamenti necessari, risultando in perfette condizioni fisiche. Successivamente dopo circa 4 mesi di arruolamento si è ammalato di mononucleosi infettiva, pertanto ha dovuto curarsi ed ancora oggi ha problemi che non ha risolto. Le chiedo può chiedere la causa di servizio? ed inoltre avendolo congedato mentre era in convalescenza avevano l’obbligo di avvisarlo? La ringrazio anticipatamente.
Egregio Avv.
Sono stato sottoposto a visita medica colleggiale ai fini della concessione dell’assegno di incollocabilità previsto dall’art.104 del T.U. 1092/1973-
La Commissione mi ha dichiarato incollocabile fino al 2014,data del compimento dei 65 anni di età.-
La domanda e la seguente: Il GIUDIZIO DELLA ULS AI FINI DELLA INCOLLOCABILITA’ E DEFINITIVO OPPURE DEVE ESSERE CONFERMATO DA ALTRA COMMISSIONE CENTRALE PER LE PENSIONI DI GUERRA ?
lA RINGRAZIO
cIRO
Egr Avvocato, vorrei chiedere una gentilezza sono un Ass.Te Capo di Polizia Pen arruolato il 15.09.1982 attualmente di servizio effettivo circa anni 27 più 5 anni di abuono più 5 anni di servizio svolto fuori il tutto già regolarizzato per un totale di anni 37 la domanda è visto che il 07.10.2009 faccio 53 anni di età e vero che come appartenete alle forze del ordine posso fare domanda di pensione avendo maturato 80×100.?
le faccio presente inoltre che 03 Marzo 1995 avevo maturato circa 20 anni di contributi regolarizzati grazie domenico
Egregio Avv. Ho espletato l’anno di militare nel reparto operativo dell’S.Marco nel 1997, nel corso del quale ho subito un infortunio riconosciuto da subito causa di servizio dall’ Ospedale militare marittimo di Taranto atraverso il mod.C, quindi una procedura avviata d’ufficio ai fini diE.I. e P.P.O. Attraverso il classico iter procedurale di visite mediche, finalmente nel 06.07.2002, mi giunge l’estratto del verbale della c.m.o. di Taranto: Giudizio ai fini di E.I. Tab.A ctg 8^ mis. Max; Giudizio ai fini di pensione privilegiata Tab A ctg 8^ suscettibile i miglioramento ass. rinn. anni 2.
Egregio Avv. dal 2002 è possibile che il comitato non si sia ancora espresso?
Non ho ricevuto il Decreto, non ho ricevuto l’assegno rinnov. Mi spetta la pensione per decorrenza dei termini dell’assegno? Ho appena letto il commento di Fabio a cui gli è stata riconosciuta la pensione dopo 9 anni il congedo.
mi scusi il dilungamento.
Egr.Avvocato,sono un militare di truppa in ferma breve raffermato al 6/7anno,da 6 anni sono in servizio.a causa di determinata esercitazione ho riportato problemi alla spina dorsale.in attesa di un intervento chilurgico con protesi per lo schiacciamento di un anello.Facendo domanda per causa da servizio,a cosa vado incontro non essendo in servizio permanente?Mi spetta un posto civile in quanto nn posso fare piu determinati sforzi?grazie.
Nel 1981 fui vittima di in incidente durante il Servizio Militare “Ferita d’Arma da Fuoco” dopo 306 gg di convalescenza l’OM di Napoli mi dichiarò idoneo a tutti i servizi e non dipendente da causa di servizio. Ora dopo tutti questi anni il mio medixo curante mi riscontrato che soffro di Casualgia dovuto dal fatto che ho un deficit al nervo radiale e cenni di ostioporosi alla spalla e al gomito ora posso fare domanda per causa di servizio e ppo?
Grazie
Distinti Saluti
Egr. Avvocato sono Massimo volevo chiederle se verrò riformato per causa di servizio riconosciuta anche dal comitato di verifica con la dicitura SI DIPENDENTE DA CAUSA DI SERVIZIO (sono in aspettativa da 11 mesi)premetto che sono un Assistente Capo della Polstato,avendo 23 anni di servizio quanto prenderò di pensione? sicuramente verrò riformato con una 4° o una 5°. le faccio i complimenti,e la ringrazio
salve avvocato, ho prestato servizio militare volontario dal 2000 al 2007 al mio rientro dalla missione in iraq mi viene riscontrata 3 mesi dopo un insufficienza aortica moderata dovuta ad una profilassi antimalarica somministratami proprio in iraq. volevo chiederle se mi spetta la pensione, ho presentato domand di causa di servizio ma oggi non so ancora nulla, intanto dopo 7 anni di servizio mi ritrovo senza un lavoro.
Egregio Avvocato,
mia sorella è stata vittima di pesanti allusioni, gratuite, con riferimenti del tutto sconsiderati alla prostituzione, da parte di un gruppo di ragazzi, i quali avevano sì precedentemente fatto uso di sostanze alcoliche, ma non in quantità tali da renderli incapaci di valutare il loro agire; il tutto ad una festa dove essa non era presente, ma io sì. Onestamente vorrei venisse tutelato l’onore di mia sorella, avrei anche dei testimoni. Cosa posso fare?
La ringrazio di cuore
Egregio avvocato,sono un’insegnante di scienze motorie presso una scuola media al quale alla fine di quest’anno scolastico è capitato un brutto infortuno sul lavoro.Sono stato operato per distacco della retina all’occhio destro con notevole abbassamento della capacità visiva con lesione anche dell’altro “distacco di vitreo”.In seguito alla richiesta del criconoscimento della causa di servizio l’equipe medica ha riscontrato lesioni permanenti per le quali mi è stato proposta la pensione privilegiata anticipata.Ora le chiedo cortesemente quali sono i vantaggi o gli svantaggi della proposta tenendo presente che ho maturato solo 36 anni di servizio.Ho diritto al riconoscimento del bonus riguardo agli anni mancanti per il massimo della mia carriera con l’eventuale beneficio economico secondo la legge 380 del 2001 oppure il trattamento pensionistico sarà calcolato sol sugli anni maturati? Infine quali sono gli altri vantaggi?Grazie
EGR.AVVOCATO, MI COMPLIMENTO PER IL SERVIZIO CHE OFFRE AI CITTADINI INDIFESI E SPERO DI AVERE UNA RISPOSTA AL MIO COMMENTO. SONO INSEGNANTE ELEMENTARE,CON RICOSCIMENTO DI CAUSA DI SERVIZIO NELLA TABELLA “A”,6°CATEGORIA DAL MARZO 2009.L’INFORTUNIO SUL LAVORO,CON RELATIVA DOMANDA E’ AVVENUTO NEL MARZO 2007.MI TOCCANO I TRATTAMENTI ECONOMICI AGGIUNTIVI ARTICOLI 43 E 44 SULLA PROGRESSIONE DI CARRIERA? FIDUCIOSA IN UNA SUA RISPOSTA LA SALUTO E LA RINGRAZIO. GIUSEPPINA
EGR.AVVOCATO, MI COMPLIMENTO PER IL SERVIZIO CHE OFFRE AI CITTADINI INDIFESI E SPERO DI AVERE UNA RISPOSTA AL MIO COMMENTO. SONO INSEGNANTE ELEMENTARE,CON RICOSCIMENTO DI CAUSA DI SERVIZIO NELLA TABELLA “A”,6°CATEGORIA DAL MARZO 2009.L’INFORTUNIO SUL LAVORO,CON RELATIVA DOMANDA E’ AVVENUTO NEL MARZO 2007.MI TOCCANO I TRATTAMENTI ECONOMICI AGGIUNTIVI ARTICOLI 43 E 44 SULLA PROGRESSIONE DI CARRIERA? FIDUCIOSA IN UNA SUA RISPOSTA LA SALUTO E LA RINGRAZIO. GIUSEPPINA P. S. LA MIA DOMANDA PRECENTE NON ERA ESATTA.CHIEDO SCUSA
Egr. Avv. mio padre, ora deceduto e ex dipendente comunale, inoltrò all’inpdap domanda per la pensione privilegiata dopo essere stata riconosciuta l’invalidità permanente a qualsiasi attività lavarativa ed essere dipesa da causa di servizio, da parte della CMO dell’ospedale militare di Bari. Nel Maggio 2005 l’Inpdap negava tale diritto con una lettera raccomandata.In seguito, mio padre delegò un avvocato affinchè facesse ricorso. Solo oggi però, purtroppo, siamo venuti a conoscenza che questo ricorso non è mai stato fatto per una dimenticanza dello stesso avvocato. Le chiedo se siamo ancora nei termini e a chi potremmo rivolgerci per essere “in buone mani”. La ringrazio e spero presto in una Sua risposta.
Caro avvocato sarò il più sintetico e preciso possibile nel spiegarLe la mia situazione: sono in servizio da 15 anni e sono un sott.le dell’ E.I. Scopro di essere affetto da “Carcinoma renale a cellule chiare” e pertanto subito operato di nefrectomia radicale. Ho presentato subito la domanda per il riconoscimento della causa di servizio ed ora sono in attesa di convocazione. Nel frattempo la CMO mi ha dato 6 mesi di idoneità al servizio militare con mansioni tecnico-amministrative. Viste le mie patologie che rispettivamente dovrebbero essere, qualora riconosciute, una 1^cat e 6^cat della tab. A rischio di esser congedato come in molti mi stanno dicendo? Se la risposta è si, a quanto ammonterebbe grosso modo la mia pensione? Grazie dell’attenzione e le invio cordiali saluti.
Egregio Dottore, approfitto della Sua disponibilità per chiederLe se secondo Lei in base a questi elementi ho speranze di ottenere qualcosa:
Durante il servizio di Leva 1987 ho subito un trauma acustico che mi ha causato problemi di perdita udito con sibili e acufeni costanti; ciò è in aggravamento ed a mia domanda effettuata a luglio 2009 mi stanno giungendo per conoscenza tutti i passaggi delle pratiche. Il dipartimento Medicina Legale Militare ha accertato dalla documentazione dell’epoca la fondatezza della richiesta dichiarando trattarsi di “patologia a causa ben identificata e certa” allegando gli estremi della famosa sentenza 323 Corte Costituzionale ed inviando il tutto al Ministero della Difesa. Cosa potrà succedere ora e con quali tempi? La ringrazio e saluto cordialmente