Prof. Dott. Giorgio D'AMICO

Laparocele

Autore: Prof. Dott. Giorgio D'AMICO   Data: 18 agosto 2008

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Il laparocele,che gli anglosassoni chiamano ernia post laparotomica,rappresenta una grave complicanza post operatoria caratterizzata dalla fuoriuscita dei visceri contenuti nella cavità addominale attraverso un soluzione di continuo della parete formatasi nella fase di consolidamento cicatriziale di una ferita laparotomica. Le condizioni che più frequentemente predispongono alla formazione di un laparocele sono: 1) infezioni della ferita chirurgica 2) aumenti improvvisi della pressione endo-addominale :vomito,tosse,sforzi. 3) Malattie generali come il diabete 4) Inadeguatezza del materiale di sutura ed errori di tecnica chirurgica 5) Tagli longitudinali 6) Presenza di enterostomie Il laparocele si presenta come una “tumefazione” di varia grandezza evidente nel sottocute. Può manifestarsi in corrispondenza della ferita cicatrizzata chirurgica,ma può dislocarsi anche rispetto ad essa per le caratteristiche di farsi strada nelle aree sottocutanee più lasse. Può presentarsi liscia o bozzoluta,di consistenza molliccia o pastosa a seconda dell’intestino erniato. Si distingue in riducibile in cavità addominale o irriducibile,così come contenibile o non contenibile se fuoriesce immediatamente. La diagnosi clinica,semplice,è basata sulla evidenza di una tumefazione in presenza di una cicatrice chirurgica,qualche volta anche distante. Le complicanze sono quelle tipiche delle ernie: 1) Irriducibilità (per aderenze tra intestino ed intestino,intestino e sacco peritoneale,sacco peritoneale e cavità sottocutanea) 2) Strangolamento. La terapia chirurgica è fondamentale e va condotta in due tempi e condizionata dallo stato del laparocele stesso. La lisi accurata delle aderenze così come si manifestano all’interno del peritoneo tra i visceri erniati e tra essi ed il peritoneo stesso sono fondamentali e rappresentano un momento molto delicato dell’intervento. La ricostruzione dello stesso peritoneo è fondamentale per un efficace e corretto posizionamento della rete di polipropilene. Perché il salto di qualità e l’ottimale riuscita dell’intervento stesso, con possibilità quasi nulle di recidiva,è fondamentalmente legata all’uso di questi materiali,delle famose reti di polipropilene. Personalmente eseguo sempre interventi posizionando la rete sopra il peritoneo ricostruito e suturato,interponendola tra lo strato muscolare e quello aponeurotco superficiale o esterno ,ancorandola accuratamente a quello muscolare inferiore e stando molto attento alla sua estensione laterale,dove lo scollamento e l’emostasi accurata sono fondamentali così come il posizionamento di drenaggi in aspirazione. Ultimo tempo prima della sutura della cute è quello della ricostruzione sopra la rete del piano aponeurotico. Compito del chirurgo in questi interventi è anche quello di essere molto accurato nei particolari e migliorare anche il lato estetico. Se personalmente cerco quasi sempre di eseguire la tecnica che ho descritto e che ritengo la più efficace sono aggiornato sull’evoluzione tecnologica che si è sviluppata di pari passo con quella video assistita e ha fatto si che nuove generazioni di protesi composite e/o parzialmente riassorbibili possano essere posizionate in addome in laparoscopia.

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Commenti

12 commenti a “Laparocele”
  1. Valentino Cesari scrive:

    Gentile Professore, io ho subito 3 operazioni addominali, una sopra l’altra. La prima era di soli 10/15 cm. la seconda di una 20 cm e la terza va dalla bocca dello stomaco al pube. Il motivo di queste operazioni sono per le prime due per togliere dal tenue due voluminoso calcoli biliari e la terza come revisione in quanto da un drenaggio perdevo feci o simile. Da quella data dell’ultima operazione ero 104 kg di peso ed ora sono 170 kg., ma, il laparocele si è manifestato dopo 2 mesi dall’operazione quando ancora non ero igrassato. Mi dicono che dopo 4 anestesie generali devo tenrmi sto laparocele ed aspettare almeno 4/5 anni. Il laparocele è posizionato sulla bocca dello stomaco e vagiù per circa 13 cm. Secondo lei hanno ragione loro o no??. La ringrazio della Sua gentilezza e Le porgo cordiali saluti. Valentino Cesari.

  2. d'amico scrive:

    sig. valentino cesari il laparocele è come lei sa un’ernia post operatoria e l’intervento si pone di necessità e urgenza quando non si riduce ed è quindi strozzato.
    non credo sia il suo caso.
    lei ha subito tre interventi ,di cui uno dove forse vi era un interessamento peritoneale ,quindi si deve dedurre che potrebbe avere aderenze. in questo caso l’intervento è molto laborioso e lungo ,già prima di fare la plastica con la rete.
    Per l’intervento elettivo è importante il giudizio dell’anestesista ,le condizioni generali e respiratorie e se diminuisse di peso certo lo aiuterebbe.
    il tempo per eseguirlo è in rapporto con questi parametri e il disturbo che gli arreca.
    la sua posizione se è alta e sopra ombelicale è dal punto di vista delle eventuali complicanze meno pericolosa ,la grandezza della porta erniaria del laparocele sulla linea mediana è sicuramente un vantaggio dal punto di vista della complicanza temibile che è lo strozzamento.
    cerchi di diminuire il peso ,metta una pancera elastica e si faccia valutare dal chirurgo e dall’anestesista .
    cordiali saluti.

  3. Valentino Cesari scrive:

    La ringrazio della Sua risposta, chiara e professionale. Il laparocele parte dalla “bocca dello stomaco” e va giù verso l’ombelico per circa 13 cm., porto una pancera che devo togliere la notte altrimenti non digerisco e mi viene male alla schiena, faccio bene?. L’unica paura che ho è che quando lo guardo vedo una palla bella grossa, non dolente, ma, spero che non si strozzi tutto. La saluto cordialmente. Valentino Cesari.

  4. Giorgio D'Amico scrive:

    se il laparocele e sovra ombelicale o epigastrico è molto difficile che si strozzi
    fa bene come fa
    a letto la pancera non serve
    cordiali saluti

  5. Giacomo scrive:

    gent.issimo professore

    Mi può dire se è vero che in letteratura medica, per i laparoceli inferiori a 5 cm di diametro è + idonea la riparazione mediante punti di accostamento invece di riparazione con rete di polipropilene?
    mi sembra assurdo che mi si dica questo, proprio per la dimensione contenuta del laparocele se si agisce nel primo intervento con rete contenitiva, il paziente nn avrebbe subito altri due interventi, per giunta nn risolutivi ma aggravanti della patologia.
    Il paziente si è poi recato in altro presidio ospedaliero dove con l’applicazione della rete è andato tutto a posto!
    Grazie
    Grazie

  6. giorgio d'amico scrive:

    per giacomo
    ritengo che attualmente la tecnica di riparazione dei laparoceli non possa escludere in nessun caso i mezzi protesici costituiti da reti di polipropilene.
    in tutti i modi esiste il consenso informato,dove il chirurgo deve informare su ciò che si appresta ad eseguire e questo deve essere accettato da chi si opera.
    in questa sede si sceglie il chirurgo ,la sua tecnica in rapporto al tipo di laparocele e l’uso o meno di mezzi protesici e di che tipo.
    cordiali saluti

  7. maddi scrive:

    5 giorni fa ho subito un intervento di laparocele con retina i medici hanno avuto difficoltà ad isolarlo per le numerose aderenze ora mi è stato fissato un esame di colonscopia…ne ho fatte due lo scorso anno e adesso non capisco la connessione

  8. giorgio d'amico scrive:

    per maddy
    certo è difficile risponderle senza conoscere il caso clinico.
    se mi da altri particolari potrei darle qualche suggerimento.
    in tutti i modi è bene che si fidi e si faccia indagare.
    cordiali saluti

  9. mario macera scrive:

    gentile professore ho mia cognata con un laparocele abbastanza grande anche 10 cm alla bocca dello stomaco dovuto all asportazione dello stomaco per emorragia e affetta da cirrosi epatica e ogni tanto va in scompenso cardiaco l ospedale di caserta voleva intervenire ma c e stato l anestesista che si e rifiutato dicendo che la paziente non era in grado di subire un ulteriore anestesia.C E POSSIBILITA CHE QUALCHE CHIRURGO POSSA INTERVENIRE,LE SAREI GRADO SE LEI MI RISPONDESSE SALUTI MARIO MACERA

  10. giorgio d'amico scrive:

    per mario
    il laparocele alto ovvero epigastrico o sovra ombelicale oltre che al danno estetico e qualche fastidio non comporta pericolo di strozzamento viscerale ,pur tuttavia il chirurgo che esegue la visita lo deve costatare e riferire.
    tenendo conto di quanto ho detto ,se viene suffragato dal responso di una visita,non vedo la necessità di rischiare davanti al quadro clinico che lei mi ha descritto . scompenso cardiaco e cirrosi,ascite?
    il laparocele deve essere operato d’urgenza e in necessità assoluta solo se si strozza,ovvero non si riduce e presenta i segni della sofferenza vascolare delle anse in esso contenute.
    cordiali saluti

  11. Giovanni scrive:

    professore da 15 anni ho un laparocele in sede di appendicectomia..ho 24 anni..non mi da particolari problemi, nemmeno estetici vista la posizione..ma vorrei eliminarlo..essendo abbastanza piccolo si procede in laparoscopia e day hospital?o dipende dal chirurgo?grazie

  12. Giorgio D'AMICO scrive:

    dipende dal chirurgo
    cordiali saluti

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