Finto contratto di Appalto per opere edili
Autore: Avv. Hermans Joseph IEZZONI Data: 17 aprile 2007
Si è spesso portati a ritenere che solo i consumatori siano i destinatari preferiti dei raggiri.Questo perché molto spesso, anche nella vita quotidiana, ci si identifica con l’utente finale di un bene o di un servizio.
Forse anche per l’eccessiva enfasi con la quale si creano dei blocchi contrapposti. Da una parte le Imprese, dotate dei mezzi non solo finanziari ma anche legali, e dall’altra i Consumatori, identificati con l’individuo medio di media ponderatezza, media cultura ecc. ecc.
Se statisticamente questo dato potrebbe essere anche confortato, bisogna ammettere che molto spesso sono le stesse Imprese, dalle più grandi alle più piccole, ad essere vulnerabili… deboli.
Queste non amano dichiarare apertamente di essere state colpite da una truffa.
La ragione è semplice. La stessa che vale per il singolo Consumatore che ha il dilemma «denuncio o non denuncio il reato subito?».
La persona “fittizia” dell’Impresa è in un certo qual modo plasmata con gli stessi pregi e difetti di quella in “carne ed ossa”.
Così le Imprese, che subiscono raggiri da parte di ingegneri sociali (magari attraverso una banale conversazione), furto di immagine o dati sensibili nei casi phishing, si sentono come tutte le vittime di questo mondo, esposte all’ulteriore rischio di perdere la propria “faccia”, il proprio spazio consolidato nel mercato.
Forse varrebbe la pena ricordare che tutelando le Imprese indirettamente si tutelando i posti di lavoro ed i consumatori. Così come tutelare la salute di un sistema economico, partendo dalle Imprese più piccole fino a quelle più grandi, significa aver riguardo alle onde d’urto che si infrangono sugli utenti.
Questo per dire semplicemente che se un truffatore colpisce un utente il danno è limitato a quell’utente ma se ad essere colpita è una “azienda” il danno avrà ripercussioni molto più ampie.
Concetti semplici, banali eppure a tutt’oggi utopistici.
Con questo post porto all’attenzione un bizzarro finto contratto di Appalto in cui mi è capitato di imbattermi per lavoro.
Contratto camuffato addirittura sotto le forme di una pseudo lettera commerciale d’ordine.
Nel ribadire l’inutilità pratica di questo documento (se non a danno dell’impresa), invito il lettore a notare tutte le incongruenze di forma oltre che sostanziali. Diciamo che sono stati lasciati macroscopici indizi utili soprattutto all’occhio di coloro che non sono esperti di contrattualistica.
Solo come nota conclusiva, riporto alcune considerazioni sugli autori di questo raggiro.
Si sono presentati nella sede dell’Impresa Edile mostrandosi sicuri. Documentati su tutte quelle che erano le prassi in materia edile.
Erano muniti di fonti aggiornate addirittura alla mattina stessa con i bolli di organi professionali e camere di commercio.
Peccato solo che all’atto pratico, fatto il semplice invito a stipulare un contratto di appalto effettivo, i medesimi siano usciti dagli uffici minacciando ripercussioni e strane connivenze con non ben precisati loschi figuri.
Finto Contratto di Appalto :












Molto interessante come, simulando una perfetta rispondenza alla “complessità minima contrattuale” che sia in grado di darne credibilità ufficiale, certi truffatori riescano a carpire la fiducia degli ingenui bonfidenti…
Io ho un caso opposto da risolvere come utente finale: un contratto d’appalto corretto dal punto di vista legale, ma totalmente non rispettato dopo avvenuto il 70% del pagamento previsto. L’impresa si è eclissata e non ha più messo piede nel cantiere, che risulta così bloccato da mesi. Come procedere, per avere la possibilità di ottenere il completamento dei lavori (ovviamente a cura di altra impresa) e contemporaneamente poter chiedere il risarcimento danni?
Il valore ed il tipo di opere sono quasi analoghi all’esempio sopra esposto.
Cordiali saluti.
Per poter rispondere dovrei prima dare un’occhiata al contratto che ha sottoscritto.